San Bonaventura da Bagnoregio, il Santo di oggi 15 luglio: biografo di San Francesco

San Bonaventura da Bagnoregio fu un Cardinale, filosofo e teologo. Ricevette la nomina di Dottore della Chiesa nel corso del Cinquecento.La sua biografia di San Francesco, la Legenda Maior, è ritenuta tra le più importanti ed influenti.

San Bonaventura francescano
San Bonaventura da Bagnoregio (websource)

San Bonaventura nacque a Civita di Bagnoregio tra il 1217 e il 1221. Fin da subito entrò in contatto col mondo francescano, iniziando i suoi studi giovanili nel convento di San Francesco “vecchio”, presso Bagnoregio. Verso i diciotto anni, nel 1235, si recò in Francia, a Parigi, dove frequentò la facoltà delle Arti, per poi iscriversi nel qualche anno dopo alla facoltà di teologia. Entrato nell’ordine dei Frati Minori, divenne priore del convento di San Francesco ad Orvieto. Nel 1253 divenne magister di teologia ed ottenne la licentia docendi, ovvero la licenza d’insegnare.

San Bonaventura da Bagnoregio e l’Ordine dei francescani

Nel 1257 San Bonaventura da Bagnoregio divenne ministro generale dell’Ordine Francescano. Fin da subito mise in atto i suoi principali obiettivi: lavorare costantemente per preservare e conservare l’unità dei Frati Minori. Il suo lavoro si concentrò principalmente nel contrastare le tendenze mondane in seno all’ordine. La peculiarità del suo pensiero e le sue capacità intellettive non passarono inosservate al pontefice del tempo. Papa Gregorio X, infatti, consacrò il Santo Bonaventura dapprima Vescovo e successivamente Cardinale nel 1273. Con questi nuovi incarichi, il pontefice affidava al Santo viterbese un incarico importante: preparare il Concilio Ecumenico di Lione del 1274, che aveva come scopo il ristabilimento della comunione tra Chiesa Latina e Chiesa Greca. Il Santo si dedicò a quest’opera con costanza ed efficienza.

La Legenda Maior

San Bonaventura da Bagnoregio è considerato uno dei più importanti biografi di San Francesco d’Assisi. La sua opera biografica, la Leggenda Maggiore (così chiamata per distinguerla dalla Legenda Minor, scritta dallo stesso autore per essere letta ad uso corale) fu scritta in latino su commissione dell’Ordine dei Frati Minori e fu approvata nel capitolo generale di Pisa del 1263. Bonaventura si recò personalmente nei luoghi dove il Santo assisiate nacque e visse, per compiervi «diligenti indagini» e interrogare «i suoi compagni superstiti» (LegM, prol. 4, Fonti francescane). Nella Basilica superiore di Assisi vi sono 28 affreschi e relativi tituli delle scene tratti dalla Legenda Maior, indice dell’ampia eco che la biografia di Bonaventura ebbe nel corso della storia.

Culto

San Bonaventura non riuscì a vedere la conclusione del Concilio ecumenico di Lione, poiché morì durante lo svolgimento, il 15 luglio del 1274. Pierre de Tarentaise, il futuro Innocenzo V, ne celebrò le esequie. Fu sepolto nella Chiesa di Lione, successivamente la salma fu trasportata in una nuova Chiesa dedicata a San Francesco. Papa Sisto IV dichiarò Bonaventura Santo nel 1482. Il processo di canonizzazione fu accelerato da un fatto miracoloso: la tomba del Santo venne aperta e la lingua fu trovata in perfetto stato di conservazione. Fu Papa Sisto V (anch’egli francescano, come Sisto IV) a nominarlo Dottore della Chiesa, nel 1588.

Il braccio destro del Santo, unica reliquia pervenuta

Il 14 marzo del 1490, avvenne la ricognizione del corpo del Santo a Lione. In quell’occasione fu estratto il braccio destro di Bonaventura per essere donato al suo paese natio: Civita di Bagnoregio. Nel 1491 la reliquia fu collocata nella cattedrale di San Nicola. Si tratta tuttavia dell’unica reliquia pervenuta, poiché il resto delle reliquie furono profanate e disperse dagli Ugonotti, nel 1562. La Chiesa festeggia la sua memoria liturgica il 15 luglio.

Fabio Amicosante

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