Non solo San Gerlando: San Gennaro è il grande Patrono invocato contro terremoti ed eruzioni. Scopri la storia dei Santi che ci proteggono contro ogni calamità naturale.

Davanti allo scenario di una calamità naturale, l’uomo moderno scopre la propria fragilità. Nonostante il progresso di scienza e tecnologia, ci sono momenti in cui ci si sente inermi di fronte alla forza degli elementi che si risvegliano. È in questi istanti che il bisogno di affidarsi a Dio si fa più intenso, cercando una protezione che vada oltre le capacità umane.
Oggi, 25 febbraio, la Chiesa celebra San Gerlando, una figura che la tradizione ha scelto come baluardo contro le catastrofi naturali. Invocare il suo nome significa riconoscere che, senza l’aiuto dell’Altissimo, l’uomo non può nulla. San Gerlando ci insegna che la vigilanza non è solo tecnica, ma spirituale: un affidamento costante che diventa scudo nei momenti in cui la terra trema o il cielo si oscura.
San Gerlando e San Gennaro: i santi guardiani contro i pericoli della terra
Questa necessità di protezione è ben nota a chi vive in territori complessi come quelli alle falde del Vesuvio o nel cuore pulsante dei Campi Flegrei. In un mondo dove gli scenari di guerra si alternano a una natura che sembra “ribellarsi”, la popolazione campana vive da millenni un rapporto simbiotico e timoroso con la propria terra.
Il fenomeno del bradisismo, l’innalzamento e l’abbassamento del suolo, ci ricorda costantemente che sotto i nostri piedi scorre il magma, una “bomba naturale” che la scienza monitora senza sosta tramite l’Osservatorio Vesuviano e l’INGV. Eppure, proprio dove la conoscenza scientifica arriva al suo limite, si innesta il gradino della fede.
San Gennaro: la mano che ferma la lava
Se San Gerlando ci apre la strada alla riflessione odierna, non possiamo non guardare a colui che è diventato il simbolo universale della protezione contro il fuoco della terra: San Gennaro.

Patrono di Napoli e Pozzuoli, San Gennaro non ha mai fatto mancare la sua intercessione. La storia e la fede ricordano con tremore il miracolo del 16 dicembre, quando il Santo, con un gesto della mano, arrestò la lava del Vesuvio che minacciava di distruggere la città. Ancora oggi, chi abita in queste zone si rivolge a lui, non in alternativa alla scienza, ma come compagno di cammino in un territorio che non smette mai di muoversi.
La preghiera al Patrono di Napoli
In questo tempo così incerto, eleviamo la nostra richiesta di protezione, affinché i nostri Santi intercedano presso il trono dell’Altissimo:
“O Gennaro, strenuo atleta della fede di Gesù Cristo, inclito Patrono della cattolica Napoli, volgi benigno il tuo sguardo verso di noi, e degnati di accogliere i voti che con piena fiducia nel tuo potente patrocinio deponiamo oggi ai tuoi piedi.
Quante volte sollecito sei accorso in aiuto dei tuoi concittadini, ora arrestando il cammino della lava sterminatrice del Vesuvio, ed ora prodigiosamente liberandoci dalla peste, dai terremoti, dalla fame, e da tanti altri castighi divini, i quali gettavano lo spavento in mezzo a noi!
Il perenne miracolo della liquefazione del tuo sangue è segno sicuro ed oltremodo eloquente che vivi in mezzo a noi, conosci le nostre necessità e ci proteggi in una maniera affatto singolare.
Prega, deh! prega per noi che a te ricorriamo, sicuri di essere esauditi: e liberaci da tanti mali che da ogni parte ci opprimono.
Salva la tua Napoli dall’invadente incredulità e fa che quella fede, per cui generosamente sacrificasti la tua vita, renda sempre in mezzo a noi frutti ubertosi di sante opere.
Così sia”.







