Ecco come Sant’Atanasio ha salvato la nostra Fede Cristiana

 

 

La storia di Sant’Atanasio dovrebbe essere un simbolo della cristianità intera eppure spesso viene ignorata anche dai ministri della fede. Questo Vescovo visse in un periodo in cui la dottrina originale, quella ortodossa, rischiava di scomparire in favore dell’arianesimo e quindi del culto della razza umana.

 

La spinta verso la negazione di Cristo era tale che la verità cristiana rischiava di scomparire per sempre, celebre la frase di San Girolamo che dice: “E il mondo, sgomento, si ritrovo ad essere ariano”. L’influenza di Sant’Atanasio in questo periodo storico fu tale che per secoli la diatriba tra i fedeli era tra chi era in favore di questo e di chi era invece contro di lui.

 

Nato ad Alessandria d’Egitto nel 295 D.C. Atanasio nel 325 presenzio al concilio di Nicea in qualità di diacono del Vescovo Alessandro (il concilio di Nicea stabili la parità tra Padre e Figlio e quindi l’idea della divinità di Cristo in quanto tale). Tre anni più tardi morì Alessandro ed il popolo lo richiese a gran voce come suo successore, un ruolo che ha ricoperto per 46 anni.

 

I quasi cinquantanni di vescovato di Atanasio furono degli anni di guerra, come accennato in precedenza tra la popolazione si diffusero gli ariani, questi puntavano alla destabilizzazione della Chiesa e della sua dottrina, ma non lo facevano da un punto di vista dogmatico (non avevano basi teologiche o tradizioni che gli permettevano di disquisire sulla natura di Cristo) bensì sul piano della violenza ideologica: le discussioni sulla fede venivano spesso sorpassate dalle accuse personali ai danni del Vescovo, questi aizzavano le folle contro di lui inventando ogni genere di nefandezza sul suo conto (stupri, violenza, corruzione e omicidio).

 

Ma alle accuse personali, questi unirono le mosse politiche, prima occuparono le sedi episcopali ed in seguito cominciarono una lotta ideologica contro le decisioni prese nel concilio di Nicea, di fatto negavano l’uguaglianza sostanziale di Cristo e Dio e ne proponevano una essenziale. La loro tesi di fondo era che Cristo non poteva essere uguale in tutto e per tutto a Dio essendo nato umano, ma che essendo suo figlio ne era una diramazione diretta. Sant’Atanasio difendette le posizioni prese dal concilio con tutto se stesso e per questo subì notevoli vessazioni e pure 5 esilii.

 

La sua fede era forte e quindi Atanasio si batteva affinché il popolo non cedesse alle lusinghe dei semiariani, questi travestiti da agnello erano il lupo che cercava di traviare menti e condurle a diavolo, così contro chi voleva accettare il compromesso dottrinale di rendere Gesù Cristo una diramazione di Dio e non Dio stesso diceva: “Volete essere figli della luce, ma non rinunciate ad essere figli del mondo. Dovreste credere alla penitenza, ma voi credete alla felicità dei tempi nuovi. Dovreste parlare della Grazia, ma voi preferite parlare del progresso umano. Dovreste annunciare Dio, ma preferite predicare l’uomo e l’umanità. Portare il nome di Cristo, ma sarebbe più giusto se portaste il nome di Pilato. Siete la grande corruzione, perché state nel mezzo. Volete stare nel mezzo tra la luce e il mondo. Siete maestri del compromesso e marciate col mondo. Io vi dico: fareste meglio ad andarvene col mondo ed abbandonare il Maestro, il cui regno non è di questo mondo”.

 

Per questa sua lotta Sant’Atanasio venne più volte screditato sia dal popolo che dal Papa Giulio I, il quale lo definiva “superbo”, “arrogante” e un “uomo che vuole creare la guerra”. Nel 335 il Sinodo di Tiro stabilì che la tesi di Atanasio era da scartare, persino l’Imperatore Costanzo lo aveva in Odio e screditò lui e la sua piccola comunità. La riabilitazione del Santo avvenne qualche anno dopo (nel 370) ad opera dell’Imperatore Valente ed del nuovo Papa Damaso, questi compresero che la lotta di Atanasio era giusta e che Dio doveva essere considerato un tutt’uno con il Figlio.