Santa Teresa di Liesieux: “La mia vocazione è l’amore”

Santa Teresa di LiesieuxColei che conosciamo come Santa Teresa di Lisieux (1873-1897, Francia) si chiamava, in realtà, Maria Francesca Teresa Martin.
“Gesù, Amore mio, la mia vocazione l’ho finalmente trovata: la mia vocazione è l’amore! Si, ho trovato il mio posto nella Chiesa e questo posto, Dio mio, me l’hai dato tu! Nel cuore della Chiesa mia Madre, io sarò l’amore. Così, sarò tutto e il mio sogno sarà attuato!”, così esprimeva la sua volontà di servire Dio.

Nacque da una famiglia molto devota (i genitori sono anch’essi Santi: San Luigi Martin e Santa Maria Zelia Guerin), tanto che anche le sue 4 sorelle furono Suore.
Sin dall’infanzia, aveva cercato il suo personale modo di servire il servo di tutti, Gesù Cristo. Volle con tutte le sue forze trasformare ogni sacrificio, ogni sofferenza, ogni affronto, ogni avversità in forza, in gioia piena che derivano soltanto da una profonda fede nella Misericordia di Dio, nella carità cristiana, nella certezza di una giusta e serena vita oltre quella terrena.

Aveva gravi problemi di salute, a causa di ripetute infezioni ai bronchi ed ai polmoni. La sua vita fu spesso appesa ad un filo. Tante volte i suoi familiari, invocando l’aiuto della Vergine Maria, avevano temuto il peggio: Teresa non riusciva a recuperare le forze, né la tranquillità necessaria per superare la malattia.
Poi, nel Natale del 1886, ebbe un’esperienza mistica che la fortificò nel corpo e nello spirito, come lei stessa diceva: “Da quella notte benedetta, non fui più vinta in nessun combattimento, ma al contrario procedetti di vittoria in vittoria. Sentii che la carità mi entrava nel cuore, con il bisogno di dimenticare me stessa per far piacere agli altri e da allora fui felice”.

Era quella l’ennesima conferma di quale sarebbe stata la sua strada nel mondo. Ancora 15enne, era talmente decisa ad entrare in clausura, tra le Suore Carmelitane di Lisieux, che non si diede per vinta, neanche quando il permesso gli fu negato, a causa della sua giovane età.
Approfittando, poi, di un pellegrinaggio diocesano a Roma, riuscì addirittura ad avvicinare il Santo Padre Leone XIII, per chiedergli l’approvazione. Pochi mesi dopo, era in Monastero, dove avrebbe preso il nome di Teresa del Bambino Gesù.
Ben presto, dovette, però, fare i conti con quella vita così sacrificata, priva di ogni agio e spesso anche di una adeguata nutrizione, accompagnata da un trattamento duro a lei riservato dalla sua Superiora.

Tutto ciò non riuscì a scalfire il suo slancio: alle difficoltà oggettive, che le facevano temere di non farcela, e alla tentazione di aver fatto una scelta sbagliata, Teresa rispose con la scoperta di un personalissimo percorso interiore, la sua “piccola via”, verso la perfezione. Ciò la portò a concentrarsi ancor meglio su un Apostolato Missionario, che si attuava nel desiderio di spingere verso Dio chiunque incontrasse, supportata com’era dalla ferma convinzione che ogni essere umano è chiamato alla perfezione, perciò essa è alla portata di tutti. Del resto, non era ancora Suora quando decise di dedicarsi alla conversione di un criminale, condannato a morte, di cui aveva sentito parlare, ponendo questa sua intenzione in ogni preghiera. Vide i frutti della sua richiesta al Signore, poiché quegli salì al patibolo baciando il crocifisso.

La tubercolosi la portò via da questo mondo molto presto, ma la sua memoria rimane viva e vibrante anche nei tanti scritti lasciati a noi, come eredità di una vita spesa per tutti: “Vivere d’amore, che strana pazzia! Mi dice il mondo: smettila di cantare e bada a non sprecare i tuoi aromi, la tua vita, impiegali utilmente! Ma amarti, Gesù, che ricca perdita! Ogni mio aroma è tuo, per sempre. E voglio cantare, lasciando il mondo, perché io muoio d’amore! Morire d’amore, ecco la mia speranza: quando vedrò spezzati i miei lacci, Dio sarà la mia gran ricompensa: non voglio altri beni, ecco il mio cielo, il mio destino: vivere d’amore!”

Oggi Santa Teresa di Lisieux è Patrona di Francia con Santa Giovanna d’Arco; è una delle poche donne Dottore della Chiesa con Santa Caterina da Siena e Santa Teresa d’ Avila; è Patrona delle Missioni con San Francesco Saverio.

Preghiera di Santa Teresa di Lisieux

Mio Dio, vi offro tutte le azioni che compirò quest’oggi con le intenzioni e per la gloria del Sacro Cuore di Gesù; voglio santificare i battiti del mio cuore, i miei pensieri e le mie opere, anche le più semplici, unendole ai suoi meriti infiniti e riparare le mie mancanze gettandole nella fornace del suo amore misericordioso.

O mio Dio! Voglio domandarvi per me e per quelli che mi sono cari, la grazia di adempiere perfettamente la vostra santa volontà, di accettare per vostro amore le gioie e le pene di questa vita passeggera, perché noi siamo un giorno riunite nei cieli per tutta l’eternità. Così sia.

Antonella Sanicanti

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