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Santi

Santa Teresa e la visione dell’inferno: “Il luogo di tormento dell’anima”

Tanti sono gli aspetti di vita conosciuti di un Santo. Ma ci sono alcune particolarità che è bene analizzare nello specifico.

(Websource/Archivio)

In occasione della Festa liturgica di Santa Teresa d’Avila, analizziamo insieme come lei stessa ci racconta delle sue visioni dell’Inferno.

Santa Teresa e l’inferno

Quando pensiamo all’Inferno, immediatamente ci balza alla mente la “Divina Commedia” di Dante Alighieri. Ma lo stesso Dante, non è stato il solo a viaggiare nel regno dell’aldilà. Molti, infatti, sono stati i Santi che, per volere di Cristo, hanno visto i mondi oltre la vita terrena.

Uno di questi Santi, è Santa Teresa D’Avila, dottore della Chiesa. Nei suoi scritti, che rappresentano tutta la sua dottrina mistico – spirituale, Santa Teresa ha avuto da Cristo la possibilità di guardare e raccontarci cosa sia l’Inferno: “Tale visione durò un brevissimo spazio di tempo, ma anche se vivessi molti anni, mi sembra che non potrei mai dimenticarla”. Inizia con queste parole, il suo racconto.

“Mentre ero in orazione, Dio decise di mostrarmi un luogo oscuro”

Mentre un giorno ero in orazione, mi sembrò di trovarmi ad un tratto sprofondata nell’inferno, senza saper come. Capii che il Signore voleva farmi vedere il luogo che lì i demoni mi avevano preparato e che io avevo meritato per i miei peccati […] L’entrata mi pareva come un vicolo assai lungo e stretto, come un forno molto basso, scuro e angusto; il suolo, una melma piena di sudiciume” – racconta Teresa.

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Un luogo buio, oscuro, ricco e pieno di sola sofferenza: “Sentivo nell’anima un fuoco di tale violenza che io non so come poterlo riferire; il corpo era tormentato da così intollerabili dolori […] i miei nervi si erano tutti rattrappiti quando rimasi paralizzata […] Eppure anche questo non era nulla in confronto al tormento dell’anima: un’oppressione, un’angoscia, una tristezza così profonda, un così accorato e disperato dolore, che non so come esprimerlo. Dire che è come un sentirsi continuamente strappare l’anima è poco” – continua la Santa.

Santa Teresa: “Sentivo il fuoco, come a strapparmi l’anima”

Sentiva il fuoco attorno a se, le pareti di quel posto infernale bruciavano: “Non c’era luce, ma tenebre fittissime. Io non capivo come potesse avvenire questo: che, pur non essendoci luce, si vedesse ugualmente ciò che poteva dar pena alla vista […] Il Signore allora non volle mostrarmi altro dell’inferno; inseguito, però, ho avuto una visione di cose spaventose, tra cui il castigo di alcuni vizi”.

Un racconto duro, angosciante che la stessa Santa Teresa si trova quasi a giustificare in un certo senso: “Sentir parlare dell’inferno è niente, com’è niente il fatto che abbia alcune volte meditato sui diversi tormenti che procura” – conclude. Per pochi istanti, la visione dell’Inferno le ha provocato spavento, una volontà di rifugiarsi e ritirarsi completamente nelle braccia di Dio.

La forza di una Santa che è riuscita a raccontarci le pene e le sofferenze di anime dannate che hanno perso completamente la luce di Dio.

Fonte: Libro di Vita di Santa Teresa d’Avila

ROSALIA GIGLIANO

Rosalia Gigliano

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Rosalia Gigliano

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