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Santa Sofia, la richiesta del Patriarca: Par Condicio per il culto

La scelta di Erdogan di convertire in moschea la Basilica di Santa Sofia sta suscitando più di una polemica. La replica del Patriarca di Belgrado è un’esplicita richiesta di par condicio.

Il Patriarca serbo Irenei (photo websource)

Proprio nella giornata di oggi, 24 luglio, la Basilica di Santa Sofia, si prepara alla prima preghiera del venerdì, dopo più di ottant’anni. La scelta del presidente non è stata presa di buon occhio e le repliche, in tal senso, stanno fiorendo da molti lati. Una delle più recenti repliche a questa scelta proviene dal mondo cristiano ortodosso. Nello specifico, è il Patriarca di Belgrado, Irenei, ad aver preso parola. Il Patriarca, attraverso una richiesta ufficiale, la quale però ancora non ha ricevuto replica, chiede che la Basilica sia per metà luogo di culto islamico e per metà cristiano.

Santa Sofia: il Patriarca chiede par condicio

Come riporta Il Messaggero, la richiesta del Patriarca Irenei è esplicita e chiara. Se l’ormai ex museo deve diventare un luogo di culto, non si spiega perché debba esserlo solo per i musulmani e non per i cristiani. Le celebrazioni dovrebbero essere garantite, in modo paritario, sia ai musulmani che ai cattolici.

Un’ingiustizia storica

La scelta del presidente Erdogan, secondo le parole del patriarca, rappresenta una vera e propria “ingiustizia storica”. Ma non solo: oltre ad essere un’ingiustizia, questa scelta rappresenta anche un “movimento politico inutile”, oltre che affrettato. Il Patriarca ha fatto sapere che attraverso questa mossa, il presidente Erdogan ha danneggiato la figura della Turchia in ambito internazionale, anche per quanto riguarda “le relazioni di fiducia tra cristiani e musulmani nel mondo”.

Erdogan (photo Gettyimages)

Previsioni di pace

Il Patriarca di Belgrado ha voluto fin da subito mettere in chiaro un concetto: ci si augura, chiaramente, che la visione del prossimo futuro non veda due grandi blocchi contrapposti, caratterizzati da musulmani e cristiani. Bensì, l’auspicio è quello di una pace duratura tra i loro credenti e, soprattutto, una cooperazione in tutto ciò che serve al bene dei popoli. Da qui, per l’appunto, la richiesta ufficiale di garantire sia ai musulmani, sia ai cristiani, la possibilità di celebrare.

Fabio Amicosante

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