Santa Monica: La storia di una madre coraggiosa

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O madre illustre tra tutte le altre, la cristianità onora in te uno dei tipi più perfetti dell’umanità rigenerata da Cristo. Prima del Vangelo, durante i lunghi secoli in cui la donna fu tenuta nell’avvilimento, la maternità non poté avere che un’azione timida, e assai spesso volgare, sull’uomo: la sua missione ordinariamente si limitava alle cure fisiche; e se il nome di qualche madre ha trionfato dall’oblio, è unicamente perché esse avevano saputo preparare i loro figli per la gloria passeggera di questo mondo. Non s’incontrano, in quegli antichi tempi profani, mamme che si siano assunto il compito d’indirizzare al bene i figlioli; che li abbiano seguiti nei loro passi, per sostenerli nella lotta contro l’errore e le passioni, per risollevarsi dalle cadute; non se ne trovano che si siano votate alla preghiera e alle lacrime continue, per ottenere il loro ritorno alla verità e alla virtù. Solamente il cristianesimo ha rivelato alla madre e la sua missione e il suo potere.

 

La storia, anche quella attuale, è piena di esempi di donne e di madri che con il loro coraggio, dedizione, forza interiore, hanno compiuto autentici prodigi di amore. Una di queste, tra le più conosciute, è Monica, la mamma di S. Agostino. Senza la sua costanza, le sue lacrime, le sue preghiere, la sua passione per il figlio, la Chiesa e l’umanità oggi non avrebbero quel genio e quel santo che è Agostino.

Nata nel 331 in una famiglia profondamente cattolica e andata sposa a Patrizio, che era pagano, Monica si trovò a vivere i problemi e le gioie quotidiane, i momenti più esaltanti e quelli più angoscianti di una donna: l’amore e la maternità (ebbe due figli e una figlia); la “lotta” quotidiana con i figli nel compito sublime e difficile della loro educazione; le infedeltà coniugali del marito, uomo tenero e sensibile, ma volubile e facile all’ira; la fierezza e la preoccupazione per la “carriera” del figlio Agostino; la morte del marito (Patrizio muore nel 371, un anno dopo essersi convertito al cristianesimo); il dovere di sostenere con il suo lavoro la famiglia; gli interrogativi della fede personale e della fede da trasmettere ai propri figli; la constatazione amara del proprio fallimento di mamma cristiana, quando si vede ritornare a casa il figlio Agostino, professore sì, ma che ha rinunciato alla fede cristiana…

Con questa esistenza grandiosa e travagliata Monica è ancora oggi esempio a chi si dibatte in problemi personali, coniugali, familiari e di fede. Mentre da una parte bussa con insistenti preghiere e calde lacrime al cuore di Dio, Monica mette in atto ogni mezzo che gli suggeriscono l’istinto e l’amore materno, per far rinascere in Agostino la fede.

Il momento più bello della sua vita lo vive nella notte del 24 aprile del 387, quando assiste Agostino che riceve il battesimo da S. Ambrogio, a Milano. La sua fede e la sua costanza meritano però da Dio qualcosa di più: Agostino non solo diventa cattolico, ma decide di consacrarsi totalmente a Dio. “Che resto a fare ancora quaggiù? Il Signore mi ha concesso più di quanto gli chiedevo”, mormora Monica estasiata, in un momento di intimo colloquio spirituale con il figlio, affacciati tutti e due ad una finestra di Ostia Tiberina in un lucente tramonto autunnale. Pochi giorni dopo, a 56 anni, la sua vita si spegne al tempo per andare a brillare in cielo.

                                                                                            Preghiera

Sostieni il coraggio delle Mamme, insegna loro a sperare; fortificale nei sacrifici a prezzo dei quali Dio concede il ritorno di quelle anime care. Esse, allora, capiranno che la conversione di un’anima è un miracolo di ordine più elevato di quello della risurrezione di un morto; esse sentiranno che la divina giustizia, per rinunziare ai suoi diritti, esige un compenso, e che questo sta a loro di fornirglielo. Il cuore si spoglierà di quel segreto egoismo che si nasconde, così spesso, anche nei sentimenti in apparenza più puri. Che esse domandino a se stesse, se si rallegrerebbero quanto te, o Monica, vedendo i figli tornati al bene, sfuggir ancora una volta per darsi al Signore. Se così fosse, che esse non abbiano timore, poiché sono potenti davanti al cuore di Dio: presto o tardi la grazia tanto desiderata discenderà dal cielo sul figliol prodigo, ed egli ritornerà a Dio ed alla madre sua.