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Giuseppina Vannini: chi era e com’è diventata Santa

Santa Giuseppina Vannini collaborò con padre Luigi Tezza alla fondazione della Congregazione delle Figlie di San Camillo. Il 13 ottobre 2019 Papa Francesco l’ha dichiarata Santa.

Santa Giuseppina Vannini (websource)

Giuditta Adelaide Agata Vannini nacque a Roma il 7 luglio 1859. Rimase presto orfana di entrambi i genitori e fu affidata alle suore dell’ordine delle Figlie della Carità, a Roma. Ivi, la Santa crebbe secondo i principi cristiani e fu accompagnata verso i Sacramenti della Prima Comunione e della Cresima, ricevuti nel 1873. Le sue capacità e il suo impegno nello studio la portarono ad acquisire il diploma di maestra d’asilo e, spinta dalla sua vocazione interiore, chiese di essere ammessa al noviziato delle Figlie della Carità di Siena.

Santa Giuseppina Vannini e l’incontro con Luigi Tezza

Il 17 dicembre del 1891 avvenne quello che per la Santa rappresentò uno spartiacque, un incontro che direzionò la sua vita. La novizia conobbe pare Luigi Tezza, predicatore camilliano. Il Sacerdote riconobbe nella figura della Santa il carattere dedito al sacrificio e al lavoro. Era lei la giusta persona con cui collaborare. Tra i progetti di padre Tezza vi era quello di ripristinare le Terziarie Camilliane. Giuditta si impegnò con ogni mezzo affinché questo progetto andasse a buon fine.

Gli abiti religiosi

Ottenuta l’autorizzazione da parte del Cardinale Vicario di Roma, il progetto prese piede e il 2 febbraio 1892 nacque la nuova famiglia camilliana. Il 19 marzo dello stesso anno, Giuditta vestì l’abito religioso, assumendo il nome di suor Giuseppina. Era un abito che aveva la particolare caratteristica di presentare una croce rossa all’altezza del petto. La peculiarità del nuovo Ordine religioso, di cui suor Giuseppina divenne superiora, era quella di assistere le persone malate.

Le dure prove affrontate

Il nuovo Ordine era ormai cresciuto e si era espanso. Alla fine del 1892 si contavano già quattordici nuove comunità, l’anno successivo ne aprì un a Cremona e, nel 1984, ne aprì un’altra a Brindisi. Nonostante ciò, la Santa fu costretta a superare una delle prove più dure, come l’allontanamento di padre Tezza. A causa di voci maligne, che madre Giuseppina definì “vere e proprie calunnie”, padre Tezza fu allontanato e la Santa si ritrovò da sola a gestire le nuove fondazioni. Questo allontanamento causò anche il ritardo del decreto di approvazione diocesana per le nuove fondazioni.

Le Figlie di San Camillo

Passarono gli anni e la salute di madre Giuseppina diveniva sempre più precaria. Ma, nonostante le sue condizioni di salute, la Santa non si risparmiò mai: continuò le sue visite “casa per casa” in tutta Italia, raggiungendo anche la Francia. Spesso diceva alle consorelle: “«Fatevi coraggio! Anzitutto è Dio che manda avanti le cose e non io”. Finalmente, il 21 giugno del 1909, dopo tante difficoltà, la Santa ottenne il Decreto di erezione dell’istituto in Congregazione religiosa sotto il titolo di Figlie di San Camillo.

Culto

Santa Giuseppina Vannini morì a distanza di due anni dall’approvazione diocesana, il 23 febbraio 1911. Nel 1994 il Santo Pontefice Giovanni Paolo II la proclamò Beata. Il secondo miracolo esaminato per la causa di canonizzazione avvenne in Brasile, nella città di Sinop, dove le Figlie di San Camillo erano presenti già dal 1981. A seguito dell’approvazione di tale miracolo, durante la celebrazione del 13 ottobre 2019, Papa Francesco l’ha dichiarata Santa.

Il miracolo per la canonizzazione

Il miracolo che ha reso Santa suor Giuseppina Vannini risale al 2007. Un operaio di nome Arno Celson Klauck, mentre lavorava a un ascensore, cadde da un’altezza di 10 metri. Durante la caduta gli venne spontaneo invocare madre Giuseppina, chiedendo il suo aiuto. Al di là di alcune lacerazioni, quando i medici giunsero a soccorrerlo, non trovarono alcuna lesione né al cervello, né ad altri organi. Il 27 settembre 2019 la Consulta Medica ha dichiarato inspiegabile tale scampato pericolo. La Congregazione delle cause dei Santi, nel maggio 2019 ha confermato il nesso tra l’accaduto e l’intercessione di madre Giuseppina Vannini.

Fabio Amicosante

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