Il tempo non aspetta nessuno, abbiamo una sola vita e la sua, in trentatré anni è stata piena di fuoco, spirito, penitenza, preghiera e opere di carità.
Da piccolissima, a soli sette anni, fa voto di verginità e quando i genitori cercarono di convincerla a sposarsi, lei rimase ferma nel suo rifiuto continuando a servire poveri e malati. Riceve l’abito del Terz’ordine di San Domenico all’età di diciotto anni e la sua fama di santità si diffonde velocemente e Caterina diventa la direttrice spirituale di nobili, politici artisti, consacrati, religiosi, compreso il Papa Gregorio XII che Caterina convince a tornare a Roma dopo la sua fuga ad Avignone.
Nel 1366, S. Caterina ha vissuto una “matrimonio mistico”. Era nella sua stanza a pregare quando vide Cristo con la madre e un corteo celeste, la Vergine Maria la presenta a Gesù, il quale le dona uno splendido anello con le parole “Io, tuo Creatore e Salvatore, ti prendo in sposa; fiducioso che ti manterrai pura finché celebrerai le tue nozze eterne con me, in Paradiso”. L’anello è visibile a lei sola.
Il suo sposo, Gesù, Caterina lo amerà al di sopra di ogni cosa e la loro unione è segnata da un altro episodio straordinario: lo scambio dei cuori. Gesù le appare “tenendo nelle Sue sante mani un cuore umano, di un rosso vivo, luccicante”. Le apre il costato e le pone all’interno il cuore, dicendo “Carissima figlia, dopo averti portato via il cuore l’altro giorno, ora, vedi, ti sto donando il mio, sicché tu possa continuare a vivere con questo, per sempre.
Tutta la vita di Caterina si può racchiudere nelle parole di S.Paolo “Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me”(Gal 2, 20).
Santa Caterina è particolarmente devota all’Eucarestia e al Preziosissimo Sangue di Gesù, impara a leggere e scrive da adulta, e compone il Dialogo della Divina Provvidenza.
Ricorda Papa Benedetto XVI che la santa in quest’opera “descrive Cristo con un’immagine inusuale: un ponte gettato tra il Paradiso e la terra. Il ponte si compone di tre grandi rampe di scale, costituiti dai piedi, dal costato e dalla bocca di Cristo. Salendo tali scale, l’anima transita attraverso i tre stadi di ogni cammino di santificazione: distacco dal peccato, pratica delle virtù e della carità, e la dolce unione d’amore con Dio.
Cari fratelli e sorelle, impariamo da S. Caterina ad amare Cristo e la Chiesa con coraggio, passione e sincerità. Facciamo nostre, quindi, le parole di S. Caterina che possiamo leggere nel Dialogo della Divina Provvidenza, alla fine del capitolo che descrive Cristo come ponte: “per misericordia ci hai lavati nel Suo Sangue, per misericordia hai desiderato di intrattenerti con noi, tue creature. Follia d’amore! Non bastò per te assumere la carne, hai voluto addirittura morire!…Oh grazia! Il mio cuore sprofonda nel pensiero di Te: dovunque rivolga la mia mente, trovo solo grazia”.
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