Santa Caterina Labouré: la sua vocazione rivelata in un sogno

Santa Caterina Labouré è nota a tutti per aver fatto coniare la Medaglia Miracolosa, dopo che la Vergine Maria, durante un’apparizione, le ha affidato tale compito.

Prima ancora di essere toccata da questa grazia, ebbe una vita molto difficile, ma sempre immersa nella devozione. Il suo nome era Zoe Labouré (1806-1876, Francia), in realtà.

Aveva solo 12 anni quando, in seguito alla morte della madre e a molte altre vicissitudini, divenne la fattoressa della famiglia. Già allora, la sua forza la trasse da Maria. Si racconta, infatti, che, alla morte della mamma, afferrò la statua che era nella camera dei genitori e, in lacrime, la strinse. Era talmente piccola, Zoe, che per fare ciò dovette arrampicarsi sul mobile su cui era posta la statuina.

Poi, dunque, si disse pronta e senza indugio alcuno, per assumere il ruolo di madre per le sorelle minori (pur non essendo lei la maggiore di tutti) e di padrona di casa. Si svegliava prestissimo la mattina, per occuparsi degli animali e impartire ordini a coloro che lavoravano per la sua famiglia. Ogni giorno, però, si prendeva qualche minuto per se e si recava alla vicina Chiesa di Fain. Quella parrocchia non aveva che un cappellano di passaggio, la domenica e nelle occasioni importanti.

Il sogno e la vocazione

Una notte, la giovane Zoe fece un sogno illuminante: era in Chiesa e pregava. Un prete anziano la raggiunse e cominciò a celebra la Messa. Alla fine del rito, il sacerdote la guardò e le chiese di avvicinarsi. Zoe fuggì, invece. Poi -sempre nel sogno- si recò a far visita ad un’ammalata. In quella casa, ritrovò lo stesso sacerdote che le disse: “Figlia mia, è buona cosa assistere i malati. Tu ora mi sfuggi, ma un giorno sarai felice di seguirmi! Dio ha dei disegni su di te. Non dimenticarlo!”.

Al compimento dei 18 anni, la famiglia permise a Zoe di andare a Chàtillon, per rimanere a casa di parenti e studiare. Fino a quel momento, infatti, sapeva, a malapena, fare la sua firma. Li poteva andare a Messa tutte le volte che voleva. Conobbe il parroco, don Gailhac, a cui volle raccontare il suo sogno di qualche tempo prima. Dalla descrizione che ne fece, il sacerdote riconobbe il prete del sogno -e Zoe stessa ne ebbe conferma successivamente, osservando un quadro: era San Vincenzo de’ Paoli!

A quel punto, l’idea di avere una vocazione speciale e di voler diventare una Suora si fece sempre più chiara. Così, il 21 Aprile del1830, era a Parigi. Stava per entrare nel Convento di rue du Bac, dove avrà la grazia di vedere la Madonna e ricevere le istruzioni per la Medaglia Miracolosa che oggi conosciamo.

Tra il 18 e il 19 luglio, la prima apparizione a Santa Caterina Laboure

Preghiera a Santa Caterina Labouré

Signore Gesù, che promettesti d’innalzare gli umili e svelare i tuoi segreti ai semplici, hai voluto premiare Santa Caterina, arricchendola, durante la sua vita, di grandi grazie, e onorandola, dopo la morte, con l’onore degli altari.

Concedi a noi di approfittare della preziosa Medaglia che, per suo mezzo, la Madre tua ci ha donato e, dopo aver imitate le virtù della tua fedele serva in terra, possiamo essere con lei partecipi della tua gloria in cielo. Tu che vivi e regni, nei secoli dei secoli. Amen.

Antonella Sanicanti

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