Caterina da Bologna, la Santa dal corpo incorrotto

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La devozione verso Santa Caterina da Bologna iniziò a svilupparsi già da quando la Santa era in vita. Intorno alla sua figura si formò un clima di continuo miracolo, che si propagò sempre di più dopo la sua morte.

Santa Caterina da Bologna
Santa Caterina da Bologna (websource)

Santa Caterina de’ Vigri, conosciuta come Caterina da Bologna nacque l’8 settembre 1813. La sua famiglia era tradizionalmente nobile, suo padre, infatti era al servizio della corte estense, tra le più influenti in quel periodo storico. Infatti, la giovane Caterina si trasferì a Ferrara con i suoi genitori, all’età di 9 anni. È in questo magnifico luogo che la Santa entrò in contatto con il mondo delle arti, del quale rimase letteralmente affascinata. Alla corte estense, infatti, giungevano i più grandi pittori, architetti, poeti e artisti di ogni genere.

La formazione di Santa Caterina da Bologna

La prestigiosa corte ferrarese permise alla giovane Caterina di formarsi nel migliore dei modi. Intrapresi gli studi, la Santa iniziò ad appassionarsi all’arte della musica, della pittura e della poesia. Le principali fonti di educazione per la giovane Caterina furono i suoi genitori e i parenti in generale. Suo padre, tuttavia spesso assente per impegni lavorativi, pretendeva (e questo fu un enorme bene) che Caterina imparasse la lingua latina. L’impegno e la volontà della Santa la portarono a raggiungere questo importante obiettivo.

La vocazione spirituale

Amore per le arti, ma un profondo senso di incompiutezza. Questo sentiva in cuor suo la giovane Santa. Morto suo padre, quando ella aveva solo 14 anni, iniziò un durissimo periodo di crisi interiore, dovuto principalmente al fatto che quel mondo le stava piccolo. Caterina cercava la pace e riuscì a colmare i suoi vuoti interiori grazie alla spiritualità agostiniana. La forte vocazione spirituale accompagnò la giovane Caterina ad intraprendere l’importante scelta di entrare in monastero.

L’entrata in monastero

È il 1432 quando la Santa iniziò la vita claustrale francescana presso il monastero del Corpus Domini di Ferrara. In monastero, Caterina colmò i suoi vuoti, ritrovò quella pace persa ai tempi della corte, senza mai abbandonare l’amore per le arti. In monastero i lavori da fare erano tanti: Caterina divenne lavandaia, cucitrice e fornaia. Dimostrò inoltre il suo diletto nell’applicazione delle arti quali la pittura e la scrittura dei versi. Sappiamo infatti che Santa Caterina scrisse molte poesie sia in italiano, che in latino.

Santa Caterina fondatrice

Grazie al suo costante lavoro e a quello spirito di gioia e preghiera che si iniziò a diffondere a seguito del suo arrivo, il monastero del Corpus Domini di Ferrara innalzò la sua fama e divenne famoso. Venne presa un’importante decisione: replicare il lavoro di Ferrara a Bologna. Il modo più funzionale era quello di fondare un nuovo monastero e il compito fu affidato a Caterina. La Santa si recò dunque a Bologna dove fondò il monastero e ne divenne la prima badessa.

La fama di Santità

Siamo nel 1456 e anche il neonato monastero bolognese venne dedicato al Corpus Domini. Iniziò, già negli ultimi anni della vita di Santa Caterina (sappiamo che visse nel monastero come badessa per circa 7 anni) a svilupparsi un continuo clima di miracolo intorno alla sua figura. Molti la chiamavano Santa quand’ella era ancora in vita. Eppure, uno dei più grandi miracoli avvenne proprio in seguito alla fine della sua vita terrena.

Il miracolo del corpo incorrotto

Santa Caterina morì il 9 marzo del 1463 a Bologna, nel monastero da lei fondato. Già a partire da quel giorno, si manifestarono fatti incredibili legati alla figura della Santa. La regola della Clarisse Francescane (ordine di cui faceva parte Caterina) volle che la Santa fosse sepolta senza bara. A soli 18 giorni dalla sua sepoltura, il suo corpo fu riesumato e Santa Caterina fu trovata intatta e profumata.

Testimonianze

Il miracoloso avvenimento fu testimoniato da una testimone oculare, la Beata Illuminata Bembo, che subentrò a Santa Caterina come badessa: “Allorché la fossa fu pronta e quando vi calarono il corpo, che non era racchiuso in una bara, esso emanava un profumo d’indescrivibile dolcezza, riempiendo l’aria tutto intorno. Le due sorelle, che erano discese nella tomba, mosse a compassione dal Suo viso bello e radioso, lo coprirono con un panno e posero una rozza tavola alcuni centimetri sopra il corpo, affinché le zolle di terra non la toccassero”.

“Il dolce odore che la circondava”

Continua la testimonianza: “Tuttavia la fissarono così goffamente che, quando la fossa fu riempita di terra, il viso ed il corpo furono lo stesso a contatto col terreno. Le sorelle venivano a visitare spesso la tomba, e notavano sempre il dolce odore che la circondava. Giacché non c’erano fiori, né erbe aromatiche accanto alla fossa, ma solo arida terra, esse si convinsero che il profumo proveniva proprio dalla tomba”.

Culto

Il corpo incorrotto di Santa Caterina da Bologna non è sepolto, ma riposa collocato sopra un seggio, come quello di una persona viva, all’interno della Chiesa del Corpus Domini di Bologna. Il corpo della Santa è rimasto intatto, nonostante il colore nero del volto, dovuto alle lampade ad olio e alle candele accese utilizzate durante i secoli per i riti liturgici. Santa da subito per il popolo, Caterina da Bologna fu canonizzata il 22 maggio 1712, durante il pontificato di Clemente XI.

Fabio Amicosante

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