Le origini di Sant’Agnese, giovane martire della Chiesa, sono piuttosto incerte, tuttavia sappiamo che il suo nome le fu affidato, simbolicamente, in nome della sua purezza.
La giovane martire di Cristo conservò, fino all’ultimo, la sua purezza e questo lo notiamo già dal nome che, in maniera simbolica, le fu affidato dagli antichi scrittori delle Passio a lei dedicate. Tra questi, è impossibile non menzionare l’illustre Papa San Damaso, che ci restituisce un’immagine della Santa del tutto consona ai canoni della Santità. Stiamo, tuttavia, parlando di una figura vissuta tra la fine del III secolo e l’inizio del IV. Sappiamo bene quali siano le difficoltà legate ai personaggi, soprattutto se giovani, così remoti. Facciamo però tesoro delle fonti a nostra disposizione. Tra queste menzioniamo la “Depositio Martyrum” del 336, il più antico calendario romano della Chiesa; il “De Virginibus” di Sant’Ambrogio del 377; l’ode 14 del “Peristefhanòn” del poeta spagnolo Prudenzio. Non per ultima, la Passio di San Damaso.
I problemi sono, soprattutto cronologici. Infatti, a quanto pare, secondo alcuni storici Sant’Agnese sarebbe morta il 21 gennaio di un imprecisato anno, ma comunque sotto l’impero di Valeriano. Dunque, almeno tra il 258 e il 260. Secondo altri storici, però, Sant’Agnese subì il martirio durante la persecuzione di Diocleziano, nel 304. Sta di fatto, però, che gli storici sono d’accordo nell’affermare che, fino all’ultimo, la Santa conservò il suo “proposito di verginità”.
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La storia delle reliquie della Santa è complessa. Il corpo di Sant’Agnese fu inumato nella galleria di un cimitero cristiano, nei pressi di Via Nomentana. Fu poi Costantina, figlia di Costantino il Grande, a far edificare sulla sua tomba una piccola basilica. Proprio accanto alla Basilica, nacque uno dei primi monasteri romani di vergini consacrate. Il cranio della Santa fu spostato, nel corso del IX secolo, nel “Sancta Sanctorum”, la cappella papale del Laterano. Successivamente, Papa Leone XIII lo fece traslare nella Chiesa di Sant’Agnese in Agone.
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O ammirabile Sant’Agnese,
quale grande esultanza provasti quando alla tenerissima età di tredici anni,
condannata da Aspasio ad essere bruciata viva,
vedesti le fiamme dividersi intorno a te,
Fabio Amicosante
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