Sanremo, Avitabile: “La mia preghiera per Scampia la dedico ai Francescani”

Sanremo, Avitabile: "La mia preghiera per Scampia la dedico ai Francescani"
Enzo Avitabile

Sanremo, Avitabile: “La mia preghiera per Scampia la dedico ai Francescani”. Volenti o nolenti quando c’è in programmazione il Festival di Sanremo, l’attenzione mediatica e degli italiani è inevitabilmente diretta al concorso di musica italiana proposto dalla Rai. A dimostrarlo sono in numeri che mostrano il 52% di share in queste due prime serate, il che significa all’incirca 10-15 milioni di telespettatori. Il successo del Festival è sicuramente dovuto agli artisti in gara ed al fatto che la musica è una delle arti che riesce ad accomunare più persone al mondo. Il dopo Festival verrà riempito dalle solite chiacchiere sulle scollature della soubrette (in questa occasione la simpaticissima Michelle Hunziker) sulla qualità degli ospiti, sia internazionali che nostrani, e sulla qualità media delle canzoni in gara che ogni anno vengono criticate e definite le peggiori della storia.

Ma se l’attenzione di tutti è puntata sull’ultima canzone di Annalisa, o sul possibile plagio compiuto da Ermal Meta e Fabrizio Moro, a noi fa piacere sottolineare la presenza, quest’anno, di un artista a tutto tondo che ha nel suo curriculum collaborazioni importanti con alcuni dei più grandi artisti della musica mondiale (James Brown, Tina Turner, Franco Battiato e Francesco Guccini,solo per citarne alcuni) che ha vinto in carriera due premi Tenco e due David di Donatello per la migliore colonna sonora, si tratta di Enzo Avitabile. Il motivo per cui ve ne sottolineiamo la presenza è il testo della canzone che presenterà, in collaborazione con Peppe Servillo, il brano ‘Il Coraggio di Ogni Giorno‘, una sorta di lode al signore che punta a dare luce alle difficoltà vissute in periferia e più precisamente in quelle di Scampia.

Intervistato da ‘Avvenire’ prima dell’inizio della competizione, Avitabile smentisce chi dice che il suo pezzo sia una specie di preghiera laica: “Io non credo che esistano le preghiere laiche, perché non ha senso. Esiste la preghiera e basta, la preghiera personale e la preghiera comune. Che diventa universale quando è utilizzata nel silenzio: anche nella nostra fede cattolica la meditazione nell’adorazione è un momento di grande introspezione dove il silenzio ti riconduce a uno stato di coscienza più alto”. Avitabile, infine, spiega perché porti al polso un Rosario: “Il rosario è preghiera attiva. Questo è fatto di noccioli di olivi e mi è stato donato dai miei amici frati minori rinnovati che vivono in quattro vagoni dismessi a Capodimonte, fra Secondigliano e Scampia. Sono i loro padri spirituali che spesso mi ospitano e gli voglio molto bene. L’inciso del brano con un “laudato” in un dialetto vicino a Basile è un omaggio a loro”.