Sandra Sabattini: ecco la data della sua beatificazione

Sandra Sabattini (1961-1984), la giovane riminese, discepola di don Benzi, sarà la prima fidanzata ad essere beata. 

È stata stabilita la data della cerimonia di beatificazione: domenica 24 ottobre 2021. La celebrazione eucaristica sarà presieduta a Rimini dal Cardinale Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle cause dei Santi.

Cerimonia slittata di un anno

L’annuncio di Papa Francesco è arrivato con una lettera della Segreteria di Stato, firmata dall’arcivescovo Edgar Peña Parra, Sostituto per gli affari generali della Segreteria di Stato della Santa Sede. La celebrazione era originariamente prevista per domenica 14 giugno 2020, poi sospesa a causa della pandemia.

Sandra sarà la prima fidanzata ammessa all’onore degli altari. Vi arriva dopo una causa durata tredici anni. La fase diocesana del processo, avviata nel 2006, si è chiusa il 6 dicembre 2008. Il 2 ottobre 2019 Papa Francesco ha promulgato il decreto riguardante la beatificazione di “Alessandra (Sandra) Sabattini, Laica”.

La soddisfazione del Vescovo

Nell’esprimere gioia piena per l’annuncio della celebrazione del rito di Beatificazione, il Vescovo di Rimini, monsignor Francesco Lambiasi, dichiara “che la figura di Sandra può essere segnalata come icona credibile e attraente della santità della porta accantocompresa da Papa Francesco come «la santità di quelli che vivono vicino a noi e sono un riflesso della presenza di Dio»”.

Per una siffatta santità, prosegue il Vescovo “non occorrono esperienze eccezionali di impegno ascetico o di contemplazione mistica. Alla nostra cara Sandra è bastata la trama di una vita ordinaria, tessuta di fede viva, sostenuta da una preghiera intensa e diffusa. Una vita spesa nel lieto e fedele compimento del proprio dovere, punteggiata da piccoli gesti di un amore teso all’estremo, in una appassionata amicizia con Cristo «povero e servo», in un servizio generoso e infaticabile a favore dei poveri. Una volta incontrato Gesù personalmente, lei non ha più potuto fare a meno di amarlo, di puntare su di lui, di vivere per lui, nella Chiesa”.

La Comunità di don Benzi, parte attrice della causa di beatificazione, pienamente coinvolta nella preparazione dell’evento, esprime grande soddisfazione tramite il suo presidente Giovanni Paolo Ramonda: «Sarà un momento di immensa gioia che condivideremo con i poveri delle missioni della Comunità Papa Giovanni XXIII nelle periferie del mondo. Lo vivremo con lo stesso entusiasmo, semplicità e fede di Sandra».

Una vocazione laicale

Nata a Riccione il 19 agosto 1961, Sandra Sabattini ha respirato la fede fin da piccola e ancor più quando, insieme ai genitori ed al fratellino, va a vivere nella canonica dello zio prete, don Giuseppe Bonini, a Misano Adriatico, e di seguito a Rimini, nella parrocchia di San Girolamo.

A dodici anni incontra don Oreste Benzi e la comunità Papa Giovanni XXIII. Due anni dopo, già partecipa ad un soggiorno per adolescenti sulle Dolomiti con disabili gravi, dal quale ritorna con le idee chiare: “Ci siamo spezzati le ossa, ma quella è gente che io non abbandonerò mai”.

Si spende nel servizio per i disabili e per i tossicodipendenti, e va a cercare i poveri di casa in casa. Nel 1980, dopo il diploma di maturità scientifica a Rimini, si iscrive alla Facoltà di Medicina all’Università di Bologna. Uno dei suoi sogni è di essere medico missionario in Africa.

Fidanzata dall’agosto 1979 con Guido Rossi, anch’egli membro della Papa Giovanni; insieme vivono una relazione improntata ad un amore tenero e casto, alla luce della Parola di Dio. Dirà Sandra: “Oggi c’è un’inflazione di buoni cristiani, mentre il mondo ha bisogno di santi”.

Il 29 aprile 1984, ad Igea Marina, mentre si reca ad un incontro della Papa Giovanni, viene investita da una macchina, entra in coma e muore il 2 maggio successivo, a 22 anni.

È stato riconosciuto un miracolo dovuto alla intercessione della giovane riminese, e così la Venerabile verrà iscritta da Papa Francesco tra i beati: le persone a lei devote o la gente della diocesi di origine possono pregarla con fiducia e imitarla con frutto.

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