Tra il V e il VI secolo, la storia del cristianesimo ha conosciuto una delle figure più carismatiche dell’Oriente cristiano: San Saba. Nominato Archimandrita, fu guida spirituale per molti villaggi monastici.
San Saba nacque nel 439 a Cesarea di Cappadocia. Il Santo proveniva da una famiglia nobile, di tradizione cristiana, che lo iniziò agli studi letterari nel monastero di Flavianae. Saba ricevette un’ottima educazione in monastero e iniziò in quegli anni a manifestare la sempre più marcata volontà di abbracciare vita monastica, consacrandosi a Dio. Questa scelta non trovò d’accordo i suoi genitori, che avevano invece deciso per lui una fluente carriera militare.
Giunto all’età di 18 anni, San Saba intraprese un importante pellegrinaggio in Terrasanta. Oltre alla meta, fu di notevole importanza il cammino, che lo vide passare (e fare sosta) attraverso numerose comunità monastiche di diversa natura, dalla vita in comune agli anacoreti. Durante una di queste soste, il giovane Saba entrò in contatto con colui che divenne poi la sua guida principale: il monaco Eutimio “il grande”, evangelizzatore e convertitore di popoli.
Insieme al suo maestro Eutimio, San Saba intraprese un lungo percorso di vita eremitica, nelle zone desertiche intorno alla Giordania e al Mar Morto. Alla morte del suo maestro (che egli assistette fino alla fine dei suoi giorni), il Santo si trasferì nei pressi di Betlemme. Ivi, fondò una lavra (nella cristianità ortodossa, per lavra si intende un insediamento monastico di dimensioni ridotte), che prese il nome di Mar Saba o Laura di San Saba.
Attorno al suo centro monastico, in poco tempo, si formò una nutrita comunità che poteva contare, nel giro di pochi anni, più di 150 monaci. La nascente aggregazione monastica viveva uno stile di vita “misto”: i monaci vivevano in completo isolamento per cinque giorni settimanali, poi il sabato e la domenica si riunivano per la celebrazione. Visto l’elevato numero di monaci, si palesò la necessità di fondare nuovi centri. Quello presieduto da San Saba, sia per numero che per dimensioni, iniziò ad essere chiamato Grande Lavra.
Era il 492, quando San Saba fu consacrato Sacerdote dal patriarca di Gerusalemme Elia I. Fu lo stesso patriarca a conferirgli il titolo di Archimandrita, capo di tutti gli anacoreti di Palestina. L’Archimandrita è infatti il superiore di un monastero, soprattutto nelle Chiese cristiane orientali. Le sue grandi doti dialettiche e la sua immensa preparazione teologica lo portarono ad occuparsi, una volta richiamato a Gerusalemme, della battaglia contro le dottrine cristologiche del nestorianesimo e del monofisismo, in difesa della dottrina sulle due nature del Cristo, proclamata nel Concilio di Calcedonia nel 451.
San Saba morì ultranovantenne nel monastero di Mar Saba, il 5 dicembre 532. Il Santo morì già in fama di Santità, la gente lo venerava come Santo già da vivo. Infatti, quand’egli era ancora vivo, gli si attribuì un miracoloso evento contro i danni portati da una durissima siccità. La Chiesa cattolica festeggia la sua memoria liturgica il 5 dicembre, suo dies natalis.
Fabio Amicosante
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