San Paolo da Gerusalemme a Roma: la scelta necessaria voluta da Cristo

La storia ci insegna che l’arrivo di San Paolo a Roma fu dettato della richiesta di essere giudicato in qualità di cittadino romano. 

San Paolo a Roma inviato di Cristo

Alle spalle di questa motivazione si cela però un disegno provvidenziale, che condusse l’Apostolo nell’Urbe.

Tra i massimi storici delle vicende paoline viene menzionato Padre Germano Scaglioni. Lo storico ha esaminato con cura  le fonti che ci parlano di quella “via crucis”, che condusse l’Apostolo delle genti dal Tempio di Gerusalemme al luogo del martirio, Roma.

Ci si chiede, a tal punto, perché l’Apostolo scelse la capitale dell’Impero Romano come sua ultima tappa del viaggio? Da un lato ci risponde la storia, con documenti e atti processuali, dall’altro si cela un disegno provvidenziale, che le stesse fonti ci restituiscono.

San Paolo: agli albori della condanna

Gli Atti degli Apostoli ci offrono i dettagli della vicenda che condusse Paolo a Roma, sotto tutti i punti di vista. Il viaggio, menzionato come “via crucis” da Padre Scaglioni, ebbe inizio al Tempio di Gerusalemme. Qui, un gruppo di Giudei lo accusava di aver profanato il tempio e di aver predicato contro il popolo e la Legge. Fu in tal occasione che il comandante della fortezza Antonia, Claudio Lisia, intervenne evitando un potenziale linciaggio da parte dei giudei.

La disputa tra giudei

C’è da precisare che, ai tempi dell’Apostolo, vi erano accese dispute tra diverse fazioni dei Giudei. Le più calde riguardavano Farisei e Sadducei. Paolo di Tarso si presentò al tempio come “fariseo, figlio di farisei”. La principale accusa è da egli stesso esplicata, quando sostiene: “Sono chiamato in giudizio, a motivo della speranza nella resurrezione dei morti”. I Sadducei, che non accettavano predicazioni di questo tipo, accesero una violenta disputa, tanto che il comandante dovette intervenire, sottraendo l’Apostolo alla furia omicida di un gruppo di questi.

Paolo e la richiesta di giungere a Roma

Com’è noto dalle fonti, a seguito dell’arresto, Paolo fu condotto a Cesarea Marittima, sede dei procuratori romani per essevi processato. Durante il processo, Paolo ribadendo la sua innocenza, fece appello al tribunale romano e, dopo il ricorso, fu condotto a Roma. Era l’anno 61 circa (fonte: Storia del cristianesimo, Potestà, Vian). Giunto a Roma, Paolo visse in regime di “custodia militaris”. Si trattava, ai tempi, di una forma di detenzione relativamente mite. La cittadinanza romana consentiva all’Apostolo di vivere in una propria casa, di ricevere visite e di svolgere anche un’intensa attività di predicazione.

La condizione di Paolo a Roma

Sono diversi gli studi che parlano della presenza di Paolo a Roma. Tra i più recenti menzioniamo quelli di Pierluigi Guiducci, di cui abbiamo parlato, e quelli di Padre Germano Scaglioni. Il prigioniero Paolo visse a Roma la condizione di “reus in custodia”, paragonabile agli odierni “arresti domiciliari”. Non poteva dunque lasciare la città ed era sorvegliato. Ad ogni modo, il Santo non fu confinato nel castrum, ma gli fu concesso di prendere un alloggio. La tradizione ha indicato come dimora dell’Apostolo un luogo non troppo lontano dalle rive del Tevere, sede della Chiesa denominata “San Paolo alla Regola”.

Paolo, il luogo del martirio

San Paolo, com’è noto, era cittadino romano e, in tal senso, viveva una condizione diversa rispetto agli altri imputati, in attesa di processo. Anche le modalità del martirio furono dettate da questa sua condizione. Paolo, infatti, da cittadino romano, non poteva essere crocifisso, ma decapitato. Per giunta, questo doveva avvenire fuori dalle porte della città. La tradizione, nel II secolo, menziona il luogo del martirio a 3 miglia da Roma, lungo la via Ostiense, che conduce al mare di Ostia.

Il disegno provvidenziale

Ma l’autore degli Atti, ci offre una chiave di lettura molto più intensa ed articolata, riguardo l’arrivo di San Paolo nell’Urbe. Luca, a cui la tradizione attribuisce la stesura della fonte, ci fa capire come l’arrivo di Paolo in città sia stato dettato da un chiaro “disegno provvidenziale”.

I viaggi di San Paolo
I viaggi di San Paolo (photo websource)

Non furono solo le circostanze del processo a condurre l’Apostolo a Roma, ma questo fu il frutto di un progetto che da tempo lo Spirito aveva in seno per lui: “Dopo essere stato là [a Gerusalemme] devo vedere anche Roma” (Atti 19,21). Il tutto è poi rafforzato dalla parola del Signore che in Atti 23 incoraggiò l’Apostolo: “Coraggio! Come hai testimoniato a Gerusalemme le cose che mi riguardano, così è necessario che tu dia testimonianza anche a Roma“.

Gli studi di Guiducci su San Paolo a Roma: clicca qui

Fabio Amicosante

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