San Pancrazio, martire all’età di quattordici anni

Chi era San Pancrazio?

San Pancrazio fu martire a Roma, sulla via Aurelia. Visse sotto l’imperatore Diocleziano. La chiesa lo commemora insieme ai Santi Nereo e Achilleo. Tuttavia gli estensori del nuovo calendario lo separano dai due, «La memoria dei santi Nereo e Achilleo e la memoria di san Pancrazio vengono celebrate separatamente con formulari propri secondo l’antica tradizione romana».

San Pancrazio martire
San Pancrazio (websource)

San Pancrazio nacque intorno all’anno 289 a Sinada, cittadina della Frigia. Proveniente da una famiglia romana rimase orfano all’età di otto anni. Prima di morire, il padre Cleonia affidò la sua istruzione allo zio Dionisio. Dopo essersi trasferiti a Roma, Pancrazio e lo zio vennero in contatto con la comunità cristiana. Entrambi scoprirono la fede in quell’occasione: colpiti dalla scoperta di Dio e di Cristo, chiesero immediatamente di ricevere i sacramenti del battesimo e dell’eucarestia.

San Pancrazio e la persecuzione

Correva l’anno 303 e si andava avviando quella che passò alla storia come la “grande persecuzione”, messa in moto dall’imperatore Diocleziano. Si richiedeva ad ogni cittadino un sacrificio agli dei. Coloro che avessero negato l’incenso agli dei romani avrebbero pagato con la morte. L’eco della persecuzione arrivò dunque a Roma e tra gli “invitati” al sacrificio vi era Pancrazio. Il giovane si rifiutò di riconoscere la divinità dell’imperatore, negò quindi il sacrificio.

Le minacce dell’imperatore

Come molti cristiani, anche Pancrazio era destinato alla condanna, a causa del suo rifiuto. Fu condotto dinanzi all’imperatore per essere giudicato. L’imperatore Diocleziano rimase estasiato dalla bellezza e avvenenza giovanile di Pancrazio e tentò, prima del giudizio, di fargli cambiare idea attraverso diverse promesse e minacce. Il giovane Pancrazio non abbandonò la fede in Gesù, rimase costante nel suo credo.

Il martirio di Pancrazio

Pancrazio fu inviato a Roma, sulla via Aurelia, presso il tempio di Giano. La condanna che gli mosse l’imperatore era la decapitazione. Porgendo la testa, Pancrazio era pronto a morire in nome della fede in Cristo. Chi si prese cura del corpo di Pancrazio fu la matrona romana Ottavilla, che prese il capo e il tronco del giovane martire e li depose in un nuovo sepolcro, all’interno di già esistenti catacombe.

Culto

Sul luogo del martirio si innalzò la basilica a lui intitolata: la Basilica di San Pancrazio, dove si venera gran parte del suo corpo. Pancrazio è venerato come Santo dalla Chiesa cattolica e da quella ortodossa. «San Pancrazio, martire, che, si dice sia morto ancora adolescente per la fede in Cristo a Roma al secondo miglio della via Aurelia […] In questo giorno [12 maggio] si celebra la sua deposizione» (Martirologio Romano). In occasione del 17° centenario del martirio, nel 2005, il capo del Santo è uscito dalle mura della Basilica per far tappa a San Pancrazio Salentino.

Fabio Amicosante

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