Oggi celebriamo San Luigi Maria Grignon de Montfort

Oggi celebriamo San Luigi Maria Grignon de Montfort
San Luigi Maria Grignon de Montfort

Parlando di Luigi Maria Grignon de Montfort (1673-1716, Francia), Papa Giovanni Paolo II spiegò l’origine del suo motto, “Totus Tuus”, in questo modo: “Ecco spiegata la provenienza del Totus Tuus. L’espressione deriva da San Luigi Maria Grignion de Montfort. È l’abbreviazione della forma più completa dell’affidamento alla Madre di Dio, che suona così: Totus Tuus ego sum et omnia mea Tua sunt. Accipio Te in mea omnia. Praebe mihi cor Tuum, Maria”.

Dopo aver pregato, per 9 giorni consecutivi, con San Luigi Maria Grignon de Montfort, vogliamo, oggi, ricordare alcune sue “iniziative”, che lo resero popolare, fino alla fama di santità: la costruzione del Calvario a Pontchâteau, la sua “modalità” di conversione e i suoi scritti dedicati alla Madonna.

Il Calvario di Pontchâteau

A Pontchâteau, a 30 chilometri da Nantes, era riuscito a coinvolgere tutta la Nazione francese, per la costruzione di un grande Calvario, che sarebbe stato meta di pellegrinaggio e avrebbe ricordato il luogo in cui il Cristo era stato crocifisso.
Scelse, dunque, una piana circolare, che chiamò “landa della Maddalena”, che fece circondare da un fossato.

Sulla piana doveva esser posta una collina artificiale, su cui piazzare le croci di Gesù e dei due ladroni, le statue di Maria, di San Giovanni e di Maria Maddalena. E così fu, ma non solo.
In quel luogo, furono edificate anche delle cappelle e altre statue che ricordavano la Passione di Cristo. Inoltre, un boschetto, a forma di Corona del Rosario, fu piantato accanto.

Tutta la struttura doveva, poi, essere inaugurata il 14 Settembre del 1710, giorno della festa dell’Esaltazione della Santa Croce.
Questo per darvi l’idea dell’immensa opera, che i devoti riuscirono ad edificare in soli 15 mesi e che fu rasa al suolo, per l’ostilità di coloro che non compresero mai la profondità degli intenti del sacerdote e missionario Luigi Maria Grignon de Montfort.

Il Comandante della Milizia di Pontchâteau, che aveva radunato 500 uomini per distruggere ciò che la fede aveva costruito, non poté sottrarsi all’ordine, ma si narra che i suoi uomini demolirono il Calvario, con estrema lentezza.

La predicazione di San Luigi Maria Grignon de Montfort

San Luigi Maria Grignon de Montfort aveva un modo tutto suo, ed efficacissimo, per accogliere la gente che si proponeva di convertirsi. In primo luogo, la invitava a seguire le sue predicazioni, le sue catechesi, per prepararla al secondo passo: la confessione, fatta anche con molta frequenza.

Il passo seguente era, ovviamente, l’accostamento all’Eucarestia.
C’è da sottolineare che le sue catechesi erano arricchite da canti, da lui composti, seguendo la metodologia del Gesuita Beato Julien Maunoir, che scriveva e rappresentava, anche nelle processioni, eventi della vita di Gesù, che così rimanevano impressi nella mente dei fedeli, anche di quelli che non sapevano leggere o scrivere.

Nelle Messe, che concludevano le sue processioni, poi, Luigi Maria Grignon de Montfort faceva rinnovare le promesse battesimali.
Questo faceva parte del progetto di conversione che stava attuando, sotto consiglio di Papa Clemente XI (che lo aveva nominato Missionario Apostolico), perché la gente formulasse un “contratto di alleanza con Dio”, con la consacrazione a Cristo per mezzo di Maria, davanti all’altare.

E proprio di Maria e della raccomandatissima recita del Santo Rosario parlò molto nei suoi scritti.

Trattato della vera devozione alla Santa Vergine

Tra questi ne citiamo almeno due: “Trattato della vera devozione alla Santa Vergine” e “Il segreto ammirabile del Santo Rosario”.
Il “Trattato della vera devozione alla Santa Vergine”, fu diffuso dopo oltre un secolo dalla sua morte.

In questo scritto, invita i fedeli a consacrarsi, appunto, a Gesù attraverso Maria, in pensieri ed opere quotidiane, per chiedere l’intervento della Madonna, nell’interiorità personale: “Almeno ogni anno, nel medesimo giorno, rinnoveranno la stessa consacrazione, osservando le medesime pratiche durante le tre settimane. Anche ogni mese e ogni giorno, potranno rinnovare ciò che hanno fatto, usando poche parole: “Io sono tutto tuo e tutto ciò che possiedo è tuo, mio amabile Gesù, per mezzo di Maria, tua santa Madre”.
Mano a mano, dunque, la devozione a Maria (si legge nel testo) si doveva ripulire dalla “falsa devozione” (non finalizzata a trovare Gesù), fino a rendersi propriamente “vera devozione”.

Il segreto ammirabile del Santo Rosario

“Il segreto ammirabile del Santo Rosario” è diviso in 5 capitoli, uno per ogni decina della Corona del Rosario. Ogni capitolo è, poi, diviso in 10 paragrafi, uno per ognuno dei grani (di ogni decina) del Rosario.

Il primo capitolo si intitola “L’eccellenza del Santo Rosario nell’origine e nel nome” e parla anche di San Domenico, che, secondo la tradizione, introdusse la pratica del Santo Rosaio.
Il secondo capitolo si intitola “L’eccellenza del Rosario nelle preghiere che lo compongono” e commenta, nel dettaglio, il significato autentico delle preghiere del Pater e dell’Ave.
Il terzo capitolo si intitolata “L’eccellenza del Rosario nella meditazione della vita e della Passione di N.S. Gesù Cristo” e spiega scrupolosamente i Misteri del Rosario.

Il quarto libro si intitolata “L’eccellenza del Rosario nelle meraviglie da Dio operate in suo favore” e parla di testimonianze di fatti accaduti a coloro che hanno recitato quotidianamente il Rosario.
Il quinto capitolo si intitola “Modo di recitare il Rosario” e consiglia di pregarlo senza distrarsi, possibilmente “in ginocchio, a mani giunte e con la Corona fra le dita”.

Della preghiera dell’Ave, o Maria, San Luigi Maria Grignon de Montfort diceva: “E’ la mia preghiera preferita, è la mia pietra di paragone sicura, per distinguere quelli che sono condotti dallo spirito di Dio da quelli che sono nell’illusione dello spirito maligno”.
Ed ecco una preghiera alla Madonna composta dal Santo:

DILETTA MADRE di San Luigi Maria Grignon de Montfort

O Maria, la luce della tua fede diradi le tenebre del mio spirito; la tua profonda umiltà si sostituisca al mio orgoglio; la tua sublime contemplazione ponga freno alle mie distrazioni; la tua visione ininterrotta di Dio riempia la mia mente della sua presenza; l’incendio di carità del tuo cuore dilati e infiammi il mio, così tiepido e freddo; le tue virtù prendano il posto dei miei peccati; i tuoi meriti siano il mio ornamento presso il Signore.
Infine, carissima e diletta Madre, fa’ che io non abbia altra anima che la tua, per lodare e glorificare il Signore; che io non abbia altro cuore che il tuo, per amare Dio con puro e ardente amore, come te. Amen.

Antonella Sanicanti