Oggi 26 giugno: San Josemaria Escrivá, cosa ispira la fondazione dell’Opera?

San Josemaria Escrivá de Balaguer ebbe l’intuizione fondamentale, che diede vita all’Opera, in un momento assolutamente ordinario. Fu folgorato da quel segno.

San Josemaria Escrivá de Balaguer
San Josemaria Escrivá de Balaguer – photo web source

Josemaría Escrivá nacque in Spagna, a Barbastro, il 9 gennaio 1902, e poco dopo che venne ordinato sacerdote nel 1925 iniziò a Madrid un instancabile lavoro sacerdotale dedicato in particolare ai poveri e ai malati nelle borgate e negli ospedali.

Quelle impronte che lo segnarono nel profondo

C’è una scena che descrive in maniera molto significativa come sia germogliata in lui la vocazione alla sua missione cristiana. Aveva solamente sedici anni, e vide sulla neve delle impronte lasciate da alcuni carmelitani, che erano da poco giunti in città. Alla vista di quei segni, si domandò cosa fosse capace lui stesso di offrire a Gesù, se paragonato alla generosità totale che indicavano quei passi nudi nel gelo.

Quello è il momento in cui, nel 1918, il giovane ragazzo spagnolo intuisce che Dio lo sta cercando, anche se per qualcosa che lui ancora non conosce. Quelle impronte continuano a persuaderlo e a segnarlo dall’interno. Lui, Josemaría si interroga continuamente per fare chiarezza sul progetto che Dio gli aveva riservato. Divenne quindi sacerdore, studiando prima a Logroño e poi nel seminario di Saragozza.

Raggiungere la santificazione delle opere quotidiane

Quando l’anno successivo diventa sacerdote subito fa esperienza nella periferia di Saragozza, tra poveri e analfabeti. Ma la sua grande illuminazione divina arrivò il 2 ottobre 1928, quando fondò l’Opus Dei, la nota istituzione della Chiesa che promuove, fra cristiani di tutte le condizioni sociali, una vita coerente con la fede in mezzo al mondo. Che significa mirare a raggiungere la santificazione delle stesse opere quotidiane che si compiono. Che può riferirsi al lavoro, alla cultura, alla vita familiare.

In quella data particolare, don Escrivá sale nella sua camera dopo la Messa. Mentre fa ordine fra i suoi appunti Josemaría ha la possibilità di vedere l’Opera che Dio gli chiede. Si tratta, per lui, di una vera e propria folgorazione, che parla di persone di ogni nazione, razza, età, cultura o estrazione sociale, che cercano Dio nell’ordinario, santificando il loro mestiere, qualunque sia.

Davanti a quella immagine, Josemaría si inginocchia

Davanti a quella immagine, Josemaría si inginocchia. “Avevo ventisei anni, grazia di Dio e buon umore. Null’altro. E dovevo fare l’Opus Dei”, raccontò. Quando scoppiò la guerra civile, questa fu molto violenta nei confronti della Chiesa. Lui è costretto alla clandestinità e a riparare oltre i Pirenei, a Burgos, in Francia. Rientra a Madrid nel ’39 e poi nel ’46 parte per Roma per incontrare Pio XII.

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Lui punta all’approvazione della sua opera, ma mancano i principi giuridici. Il massimo suggello ecclesiale viene concesso, tuttavia, tra il ’47 e il ’50. Nei decenni successivi, l’Opus Dei vede una grande e formidabile espansione. Quando morì nel 1975 la sua fama di santità era già particolarmente grande e diffusa in tutto il mondo. Sono altrettanto numerose le testimonianze di favori spirituali e materiali attribuiti all’intercessione del fondatore dell’Opus Dei, tra le quali spuntano guarigioni clinicamente inesplicabili. Sarà Giovanni Paolo II a canonizzarlo nel 2002, alla presenza di oltre trecentomila fedeli.

Giovanni Bernardi

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