Il Tesoro di San Gennaro a Napoli, fatto di doni di re e regine, è segno della loro devozione nei confronti del Santo Patrono.
Ma quello che molti ignorano, è che si tratta di una delle collezioni più ricche e più importanti al mondo. E l’oggetto più ricco e prezioso, fra quelli presenti, è la mitra. Quasi 4000 pietre preziose la decorano facendole raggiungere un peso davvero eccessivo.
Quando parliamo del Tesoro di San Gennaro pensiamo subito ad una serie di ex voto come quelli che troviamo nei Santuari e nelle Basiliche, sparsi in varie parti d’Italia e del mondo. Segni di grazie ricevute, segni di devozione verso un Santo in particolare o verso la Vergine Maria, da parte dei fedeli.
Ma quello di San Gennaro è leggermente diverso. Il suo Tesoro (tanto da essere indicato e conosciuto in molti scritti con la “T” maiuscola) è costituito, sì, da ex voto, ma da ex voto ricchi e preziosi, al di sopra di quelli che un semplice fedele potrebbe offrire. Stiamo parlando di doni presentati al Santo da Re e Regine che, nel corso dei secoli, si sono avvicendati alla guida del Regno di Napoli e del Regno delle Due Sicilie, ma anche di imperatori (vedi il caso di Napoleone).
Un tesoro molto più ricco di quello di qualsiasi altro imperatore del passato, addirittura più ricco di quello degli Zar di Russia.
Abbiamo citato, prima, Napoleone. Ogni regno, ogni parte d’Italia e d’Europa che da lui veniva conquistata subiva razzìe, ma Napoli no. L’arrivo davanti a San Gennaro, quasi un’illuminazione divina, il suo inginocchiarsi e il suo donare una collana di diamanti e un ostensorio, tra i pezzi più preziosi del tesoro, in argento dorato recante rubini incastonati.
Nonostante tutto, non è il pezzo più prezioso presente. Lo è invece la Mitra di San Gennaro: è formata da 3964 pietre preziose, 198 smeraldi, 168 rubini, 3.328 diamanti. Ha un peso di circa 18 kg e, fino al 1931, era posta su busto del Santo che, ogni anno, viene portato in processione per le strade di Napoli.
Le sue origini sono molto antiche. Nell’anno 1712, la deputazione del Tesoro commissionò ad un orafo napoletano, Matteo Treglia, un’imponente mitra. Una mitra che doveva esser decorata con la maggior parte delle pietre preziose appartenenti al Tesoro del Santo stesso. Un lavoro fatto dallo stesso Treglia e da altri 50 artisti orafi per un risultato, ancora oggi, straordinario.
Uno degli oggetti più ricchi in possesso al Tesoro di San Gennaro che, ogni anno (pandemia esclusa) viene portato in processione con il Santo. Segno della forte devozione di un’intera città, e non solo, al suo Patrono.
ROSALIA GIGLIANO
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