Tutti conoscono il Poverello d’Assisi, ma chi era davvero suo fratello Angelo? Un racconto sospeso tra documenti storici e antiche leggende che ci svelano un volto inedito del Santo.

Il 2026 è un anno molto particolare per tutta la spiritualità francescana: ricorrono, infatti, gli 800 anni dalla morte del Santo di Assisi e diverse saranno le celebrazioni che ricorderanno questo momento, insieme anche alla possibilità di ottenere l’Indulgenza straordinaria concessa da Papa Leone XIV.
Tantissimi sono gli aneddoti che potrebbero essere raccontati di San Francesco, su ciò che ha fatto, i miracoli, i gesti che ha compiuto ma, soprattutto, su quello che è stato il suo modello di vita che ha ispirato, poi, tantissimi frati come lui a seguire questo percorso di vita così importante ma così impegnativo allo stesso tempo.
Diversi sono stati anche i suoi seguaci, specialmente nei primi anni dopo la sua morte, che hanno anche dato la possibilità di creare e di seguire questo tipo di spiritualità. Conosciamo da vicino chi sono questi “fratelli” di San Francesco.
San Francesco: il mistero del fratello tra storia e leggenda
Di solito, quando pensiamo a Francesco d’Assisi, pensiamo soprattutto al giovane che ha abbandonato tutto ciò che aveva ed ha abbracciato a pieno la povertà che Cristo, piano piano, gli ha insegnato. Uno stile di vita completamente diverso da quello che in molti conoscevano di lui e per lui ma che ha ispirato tantissimi altri giovani come lui, che hanno deciso, fin da subito, di seguire le sue orme. Così come anche delle giovani, una su tutte Chiara, che ha visto in Francesco un modello da imitare e seguire.
Francesco aveva degli amici, dei frati che lo hanno seguito da vicino sin dall’inizio: fra questi, il più comune e conosciuto (anche nelle storie e nei canti a lui ispirati) è stato Frate Leone. Ma, a quanto pare, non era il solo. A qualcuno potrà sembrare qualcosa di fantasioso ma, se ci pensiamo bene, forse non c’è tanta leggenda nella storia che stiamo per raccontarvi. Ai più è conosciuta come la “Leggenda dei tre compagni”, ovvero frate Leone, frate Rufino e Angelo. Questa leggenda è la più importante fra le biografie non ufficiali del Santo di Assisi, ma una di quelle prese maggiormente in considerazione.
Furono gli stessi padri francescani a chiedere: “Chi ha notizie più veritiere sulla vita di san Francesco, si faccia avanti. Scriva e mandi quel che sa al nostro nuovo generale Crescenzio da Jesi” – proprio perchè si necessitava di iniziare a raccogliere quante più notizie per una prima biografia del Santo. Crescenzio era nato a Jesi ma era un avversario del rigorismo imposto dai francescani e, per questo, fu deposto nel 1247 dalla sua carica di ministro generale.
La richiesta di maggiori informazioni
Da qui, la sua necessità di avviare una ricerca di materiale documentario su Francesco d’Assisi e l’inizio della storia francescana. A questa richiesta arrivò la risposta di Angelo Tancredi (uno dei primi discepoli di Francesco) che, con l’aiuto di frate Leone e di frate Rufino, iniziò a scrivere ciò che ricordava e sapeva di Francesco. Da qui la nascita della “Leggenda dei tre compagni”. I tre frati raccontano che, in assenza di suo padre, “[…] Francesco rimaneva in casa, anche se prendeva i pasti solo con la madre, riempiva la mensa di pani, come se apparecchiasse per tutta la famiglia. La madre lo interrogava perché mai ammucchiasse tutti quei pani, e lui rispondeva ch’era per fare elemosina ai poveri, poiché aveva deciso di dare aiuto a chiunque chiedesse per amore di Dio“.
Dall’altro lato, “[…] la madre, che lo amava con più tenerezza che gli altri figli, non si intrometteva, pur interessandosi a quanto egli veniva facendo e provandone stupore in cuor suo“. Il pensiero, da qui, che Francesco potesse avere più fratelli, hanno aperto spiragli di ricerca su altri possibili figli di Pietro, suo padre, ma senza trovarne traccia. Da qui, Tommaso da Celano, uno dei biografi di Francesco, “[…] lasciò così comprendere come non si potesse parlare che del solo fratello che il Santo aveva, e cioè Angelo“.
Si chiamava Angelo
Cosa si conosce di questo Angelo? Angelo era più piccolo di Francesco (forse due o tre anni) e di fronte alle scelte bizzarre del fratello, preferì far parte della schiera che lo prendeva in giro. Non si conosce molto di lui, si sa solo che lo prendeva in giro: “Un mattino d’inverno, mentre Francesco pregava coperto di miseri indumenti, il suo fratello carnale, passandogli vicino, osservò con ironia rivolgendosi a un concittadino: “Di’ a Francesco che ti venda almeno un soldo del suo sudore!”. L’uomo di Dio, sentite le parole beffarde, fu preso da gioia sovrumana e rispose in francese: “Venderò questo sudore, e molto caro, al mio Signore”.
Da questo momento, Angelo scompare dalle biografie francescane. Ci sono però, altri elementi che potrebbero ricondurre al fratello del Santo, come ad esempio una riconciliazione familiare: Angelo e i suoi figli di si impegnarono generosamente per favorire la costruzione della Basilica del Santo, e restarono completamente devoti ai frati francescani. Una storia molto coinvolgente.








