San Charbel: Il Miracolo del liquido che esce dal suo corpo

Quando Charbel morì, il giorno della Vigilia di Natale del 1898, fu messo, secondo la Regola dei Maroniti, in una fossa comune, nel cimitero di Annaya.

Quel luogo lo aveva visto eremita per gran parte della sua vita e, li, la sua fama da uomo Santo era già ampiamente nota.

Dopo l’ultimo omaggio e la sepoltura, accadde un fatto particolare: dalla fossa comune, ogni sera e anche in lontananza, trapelava una luce. Sia fedeli cristiani, che musulmani, abitanti nei dintorni, poterono vederla. Furono allora avvertiti i Monaci Maroniti che dovettero, ovviamente, riaprire la tomba, per verificare cosa stesse succedendo.

Trovarono Charbel intatto, anche se erano passati ormai più di 70 giorni dalla sua morte.

La storia del Maronita si diffuse ancor di più, a macchia d’olio, tanto che i fedeli corsero, da ogni parte, per toccare il corpo del Santo, poiché in tanti avevano testimoniato di essere stati guariti miracolosamente.

I confratelli Maroniti furono, allora, costretti a portare la salma in un luogo segreto, sia per evitare che qualcuno pensasse di trafugarla, sia perché è regola non permettere la devozione di un corpo, anche se ritenuto già Santo, prima della causa di canonizzazione.

Il copro di Charbel venne, così, posto in una bara di zinco e nascosto, ma, dal nuovo luogo di sepoltura, cominciò ad uscire un siero e ad emanare un profumo, che non permise di tenerlo segreto a lungo.

La bara venne nuovamente aperta e il liquido, così abbondante che il Santo vi galleggiava, asciugato.

Charbel non fu richiuso, ma vestito, questa volta, di paramenti sacri, che puntualmente si impregnavano di siero.

I fedeli accorrevano al Monastero ad ogni ora, per chiederne un po’, poiché quel liquido guariva davvero.

Il fenomeno cessò, nel momento in cui Papa Paolo XI dichiarò Santo l’eremita, nel 1977.

Il liquido che rimane, di cui sono impregnati alcuni indumenti di allora, è custodito dai Maroniti in Libano, luogo di provenienza e sepoltura di Charbel.

Oggi il Santo riposa in una bara di cedro del Libano e, presso la sua tomba, regolarmente, si benedice un olio che viene distribuito, in tutto il mondo, dai Maroniti ed ha proprietà taumaturgiche accertate.