Salvini crede nei valori cristiani della famiglia

Parla dei valori della famiglia tradizionale
Matteo Salvini

La posizione dei cristiani, in merito alle unioni gay e alla mercificazione della donna e del suo grembo, per l’adozione affidata a coloro che non possono, per natura, partorire, è nota a tutti e vuole portare avanti i sani principi della famiglia tradizionale.
Al di la, dunque, delle ideologie politiche, dei programmi di partito e della fama di questo o quel politico, noi vogliamo accogliere le proposte di chiunque possa aiutare la Nazione a comprendere i valori da perseguire.

“Matrimonio e adozione gay non sono un diritto umano. I bambini devono nascere e crescere come il buon Dio ha deciso, l’utero in affitto è bieco e volgare egoismo. Ma pensiamo al bambino; oltre all’egoismo del genitore, pensiamo al bimbo. Se cresce con genitori o un genitore gay, parte da un gradino più sotto. Parte con handicap”.
Sono, queste, dichiarazioni di Matteo Salvini, che, più volte, si è coraggiosamente schierato dalla parte chi vuole preservare la sacralità del matrimonio e della procreazione.

E Salvini ha avuto parole anche in difesa delle donne, troppo spesso sottomesse da una cultura prepotente e maschilista: “Il velo è simbolo di oppressione. La donna che porta il velo non mi piace, è simbolo di prigionia. Fosse per me lo proibirei, si va in giro a volto scoperto”.
In queste espressioni, si intravedono i presupposti per lottare per la pari dignità delle persone e, soprattutto, per quella fetta di mondo che fatica a ritrovare un ritmo di vita naturale, stordita da milioni di input giornalieri, che vorrebbero farci credere che tutto è lecito, anche fare dell’utero in affitto un business.

Noi elettori, ora, ci aspettiamo che quella lotta avvenga pacificamente e con un senso di giustizia cristiano, che tocchi le autorità e le disponga a fare la cosa più giusta, soprattutto per i minori coinvolti nelle adozioni e per chiarire la falsa accusa di omofobia, che spesso viene rivolta a chi, semplicemente, crede nell’unione uomo/donna e basta.

Antonella Sanicanti