Cosa rappresentano i Sacramenti della chiesa

Cosa rappresentano i sacramenti per noi
Sacramenti

Dei Sacramenti impartiti ai cristiani, si trova traccia nel Vangelo, per questo motivo vengono ritenuti istituiti da Cristo ed amministrati, ora, dalla Chiesa che ne dona la grazia ai fedeli.
Già nei primi secoli del Cristianesimo, i Sacramenti erano i segni e i riti sacri che mettevano l’uomo in comunione col Cristo.

Nel corso del tempo, il numero dei Sacramenti e il loro specifico contenuto è diventato, mano a mano, più chiaro, tanto che il Concilio di Trento ne stabilì 7: Battesimo; Confessione o Riconciliazione; Eucaristia o Comunione; Cresima o Confermazione; Matrimonio; Ordine sacro; Unzione degli infermi.

  • Battesimo: è il primo dei Sacramenti che vengono impartiti al cristiano, nel corso della sua vita, e rappresenta l’inizio della consacrazione alla fede in Dio. Esso ha il compito di liberarci dal peccato originale (quello risalente ad Adamo ed Eva, che disobbedirono a Dio) e di trasformarci in membra del Corpo Mistico di Cristo: la Chiesa. “Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali: costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco” (Luca 3, 16), diceva Giovanni Battista, parlando di Gesù.
  • Confessione o Riconciliazione: è il Sacramento che apre alla Misericordia di Dio, che comprende e perdona le nostre mancanze, i nostri peccati. Ci permette di ritornare al Padre, come fece il figlio prodigo della parabola, dopo aver condotto una vita dissoluta. Davanti al sacerdote, la Confessione ci permette di renderci umili e consapevoli della nostra precaria e debole natura. Così, attraverso l’assoluzione del sacerdote, Ministro di Dio, il Signore ci concede il perdono, perché, pentiti, ci proponiamo di fare meglio. “Gesù disse loro di nuovo: “Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi”. Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: “Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi” (Giovanni 20, 21-22), disse Gesù agli Apostoli, subito dopo essere risorto dai morti.
  • Eucarestia o Comunione: i cristiani battezzati si preparano a ricevere, per la prima volta (e poi ad ogni altra celebrazione), Cristo, in Copro e Sangue, attraverso l’ostia e il vino, trasformati dalla Transustanziazione (reale presenza di Gesù sull’altare). E’ il Sacramento che ci permette, ogni volta che lo desideriamo (ma sempre dopo una’opportuna Confessione dei peccati), di cibarci, letteralmente, del Mistero della morte e risurrezione di Cristo, che ci rende suoi, facendo rivivere, per noi, con noi e in noi, il suo sacrificio e la sua potenza, espressa massimamente nella vita eterna, che ci attende. “Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: “Prendete e mangiate; questo è il mio corpo”. Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: “Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati” (Matteo 26, 26-28), promise Gesù agli Apostoli, durante l’Ultima Cena.
  • Cresima o Confermazione: ci permette di ritenerci cristiani, rafforzati dalla grazia e dalla forza dello Spirito di Dio, e ci pone nel gruppo di coloro che hanno scelto di Confermare la loro adesione a Cristo, proprio come accadde agli Apostoli nel Cenacolo a Pentecoste, quando, da timorosi nel parlare agli altri della loro devozione, si trasformarono in coloro che evangelizzarono interi popoli, senza alcuna paura di morire, per diffondere la Parola di Dio. “Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d’esprimersi. (…) la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua” (Atti 2, 2-6), accadde nel Cenacolo, dove gli Apostoli erano nascosti.
  • Matrimonio: decreta la sacra unione di un uomo e di una donna, che, benedetti dal Signore, vivranno insieme per tutta la vita, accettando i figli che verranno ed educandoli cristianamente. Per i cristiani, infatti, esso non è soltanto un’istituzione umana, ma rappresenta un patto e un impegno con Dio stesso. “Dio li benedisse e disse loro: “Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela” (Genesi 1, 28).
  • Ordine sacro: è il Sacramento che trasforma coloro che vogliono essere sacerdoti in eredi della missione affidata da Cristo agli Apostoli. Si commemora secondo gli eventi dell’Ultima Cena, quando Gesù stesso mostrò come il suo Corpo e il suo Sangue sarebbero stati, per sempre, presenti sulla mensa dell’altare, condivisibile con tutti i commensali devoti.
    In quel momento, affidò agli Apostoli, dunque ai sacerdoti loro successori, il compito di consacrare l’Eucarestia, la Comunione da distribuire ai fedeli, come in (Matteo 26, 26-28), su citato.
  • Unzione degli infermi: permette di raccomandare gli ammalati, o chi fosse in pericolo di vita, al Signore, tramite l’azione del sacerdote e, dunque, della Chiesa tutta. “Chi è malato, chiami a sé i presbiteri della Chiesa e preghino su di lui, dopo averlo unto con olio, nel nome del Signore. E la preghiera fatta con fede salverà il malato: il Signore lo rialzerà e se ha commesso peccati, gli saranno perdonati” (Giacomo 5. 14 15), predicava San Giacomo il Giusto, capo della chiesa di Gerusalemme, dopo la morte di Gesù.

I 7 Sacramenti si distinguono a seconda dello scopo che esplicitano: iniziazione cristiana, ossia Battesimo, Cresima, Eucaristia; guarigione spirituale e fisica, ossia Confessione, Unzione degli infermi; edificazione della Chiesa, ossia Ordine sacro, Matrimonio.
E’ importante sapere che, perché un Sacramento impartito sia ritenuto valido deve possedere la giusta materia (contenuto), la giusta formula (di amministrazione) e la giusta intenzione (di seguire la Chiesa).
I Sacramenti sono “efficaci in sé stessi” (“ex opere operato”), ovvero anche se impartiti da Ministri, indegni di un tale compito.
L’effetto dei Sacramenti dipende, così, soltanto dalla predisposizione spirituale di chi li riceve.

Antonella Sanicanti