Sacerdote liberato, piange e dice: “Dio è stato gentile con me!”

“Non ho mai avuto paura! Mai! Pensavo che nulla potesse accadermi senza il permesso di Dio… quindi tutto sarebbe stato suo volere… Dio è stato tanto gentile con me!”. E Don Tom Uzhunallil scoppia in pianto.

È successo qualche giorno alla conferenza stampa data subito dopo la sua liberazione. Sì, perché don Tom, sacerdote indiano in missione nello Yemen, è stato rapito il 4 marzo 2016 e sequestrato per 18 mesi. Allora viveva con le suore di Madre Teresa di Calcutta ad Aden, nello Yemen. I criminali sono entrati, hanno ucciso quattro suore, devastato la chiesetta e portato via il tabernacolo e il don.

“Ho pregato tanto… ho solo pregato. Dio è stato buono con me… è stato gentile!” Ogni volta che lo dice, si commuove, perché, chi riconosce la presenza di Dio anche nelle avversità, non può non cogliere la sua bontà ed esserne profondamente toccato, commosso.

“Non mi hanno mai maltrattato…”. Gli sguardi di tutti vanno sul suo corpo, che dopo aver perso 30 chili è così esile da rendere difficile credere alla sua affermazione. Spiega: “Quando mi filmavano dicevano che dovevo fingere di essere maltrattato, così le risposte sarebbero arrivate più velocemente…”.

Anche lui non sa bene com’è stato liberato. Sa solo che, dopo un tentativo fallito di consegnarlo a qualcuno a lui ignoto, il giorno seguente lo hanno vestito con un burka e finalmente liberato. Delle autorità, non meglio precisate, lo hanno accolto, gli hanno dato degli abiti e ha potuto poi ristorarsi e tagliare la lunga barba, che non aveva mai potuto radere in tutti questi mesi.

Il giorno dopo, come in un sogno, si ritrova a Roma, da Papa Francesco. “Non gli ho detto quello che avrei voluto dirgli! Ero troppo commosso… Lui mi ha baciato le mani e mi ha benedetto.”. Il tono è di chi è ancora frastornato dagli eventi, ma ha una sola idea, un solo pensiero, una sola unica emozione, la più grande commozione, che rimane nel suo cuore e nella sua mente: “Dio è stato gentile con me!”.