Rubavano fondi destinati ai malati gravi, condannati i dirigenti dell’Aias

Rubavano fondi destinati ai malati gravi, condannati i dirigenti dell'Aias
(Websource/Getty Images)

Con la sentenza di giorno 22 febbraio è stato attestato l’illecito da parte dell’Aias (Associazione Italiana Assistenza Spastici): i giudici della Corte dei Conti hanno, infatti, condannato gli amministratori dell’associazione per utilizzo illecito di fondi destinati all’assistenza di malati gravi. In seguito a controlli incrociati la magistratura ha rilevato delle irregolarità nella gestione dei fondi, i quali sarebbero stati utilizzati dai dirigenti per fini personali: spese auto non attinenti all’attività, pagamento di hotel e ristoranti per loro e le famiglie, persino lo stanziamento di uno stipendio per il figlio di uno dei dirigenti per un compito mai svolto per un totale di 578.804 euro. La magistratura dei conti ha chiamato in causa anche l’Asp di Palermo poiché colpevole di aver elargito ingenti somme di denaro senza adeguato controllo: “Abbiamo assistito ad una sostanziale inerzia dell’amministrazione danneggiata, rappresentata dalla Asp di Palermo, che, procedendo all’erogazione di ingentissime somme, avrebbe dovuto controllare il loro corretto utilizzo, unitamente all’organo di vigilanza costituito dall’assessore regionale alla Sanità”.

Furto dei fondi destinati ai malati gravi, s’indaga anche sull’Iridas

La gestione impropria dei fondi da parte dei dei dirigenti dell’Aias è solo un capitolo della cattiva gestione dei servizi assistenziali. La Corte dei Conti della Regione Sicilia ha infatti trovato discrepanze nella gestione del denaro anche all’interno dell’Iridas (Istituto Regionale per l’integrazione dei Diversamente Abili in Sicilia) evidenziando un ammanco di 400.000 euro ed un danno d’immagine pari a 300.000. Rei di aver utilizzato i fondi destinati alle attività d’integrazione dei diversamente abili sarebbero stati il direttore generale, il direttore amministrativo e il segretario che secondo la sentenza: “Hanno concorso tra di loro alla malagestione all’interno dell’istituto, appropriandosi di denaro pubblico, in uno scenario di assenza di controlli che ha consentito loro di perpetrare condotte illecite nel tempo e di agire come veri e propri padroni dell’istituto”.

I reati commessi sono supportati da prove inconfutabili, ma ciò nonostante il rischio è che i responsabili non paghino per i crimini commessi per via della prescrizione: i fatti contestati risalgono sono occorsi tra il 2003 ed il 2005 e pertanto sono già prescritti. A farlo notare è Luciana Savagnone, presidente della sezione giurisdizionale, la quale lamenta una latenza eccessiva nei controlli da parte della Regione Sicilia nel caso dell’Iridas e dell’Asp di Palermo nel caso dell’Aias: “Non si può arrivare quando già una parte del danno è prescritta – sottolinea la Savagnone – la Regione avrebbe dovuto attuare i controlli per quanto riguarda l’Iridas perché è un istituto regionale, mentre per quanto riguarda l’Aias, l’Asp di Palermo che ha erogato i fondi avrebbe dovuto anche effettuare i controlli”.                  Luca Scapatello