Il Rosario arcobaleno, ultima follia auto-discriminante LGBT?

Rosario Arcobaleno
(Twitter)

L’associazione Contemplative Ribellion ha creato un Rosario Arcobaleno con cui si potrebbe chiedere la piena accettazione delle coppie gay. La notizia ha ovviamente generato un putiferio mediatico.

L’associazione Contemplative Ribellion ha creato e messo in commercio un Rosario Arcobaleno (il cui nome è Rosario dei Moderni dolori). I membri di questo gruppo di educazione cattolica che si definiscono “In difesa della giustizia sociale”, sono due ragazze americane: Denise Travels e Joy Dale. Le due giovani puntano a vendere oggetti di stampo religioso il cui ricavato possa essere in parte donato ad associazioni benefiche che si occupano di dare sostentamento ai più giovani.

Tra gli oggetti che vengono pubblicizzati c’è anche un Rosario dai colori sgargianti, adatto probabilmente ai gusti dei più giovani, qui scopriamo che l’aggettivo “arcobaleno” non è riferito solamente all’insieme di colori che lo compongono ma anche alla sua finalità di utilizzo. Pare infatti che serva anche a pregare affinché vengano risolti i moderni dolori, ovvero: “Per invitare alla meditazione guidata sul dolore e la sofferenza dei nostri fratelli e sorelle negli Stati Uniti e in tutto il mondo” ed anche che ci sia una decina preposta a richiedere la totale accettazione delle coppie omosessuali. Ma andiamo per gradi e vediamo com’è composto il Rosario in questione.

Il Rosario Arcobaleno: com’è composto e a cosa serve

Nella descrizione fornita dalle due venditrici sul sito, scopriamo che il rosario è una copia di quello che porta sempre con sé papa Francesco, alla cui sommità troviamo un crocifisso con sopra l’immagine di Gesù Buon Pastore. La corona è composta da gemme di diaspro imperiale, pietra di leopardo, ematite, perline di vetro e diaspro di zebra, mentre la corda è composta di pizzo. Le collane sono state realizzate da delle donne che hanno ottenuto asilo politico in America ed il costo totale del Rosario è di 56 dollari.

Il costo di tale collana è davvero esorbitante, soprattutto se si pensa che si tratta di un oggetto sacro e non di un una collana da mettere per finalità estetiche (un rosario tradizionale costa all’incirca un euro). Il costo potrebbe essere giustificato dal fine benefico, ma solo il 20% del ricavato va alle associazioni il che lascia un buon 80% di profitto (44.8 dollari a singolo pezzo). Le criticità non si limitano esclusivamente al prezzo eccessivo del Rosario, ma si espandono anche alle finalità di utilizzo: pensato per pregare per la soluzione dei problemi della modernità, include tra questi l’accettazione dell’omosessualità. Sul sito infatti viene indicato come la quinta decade debba essere utilizzata a tal fine: “Preghiamo per l’accoglienza delle persone Lgbtq di tutte le chiese, i templi, le moschee e le sinagoghe, preghiamo per le coppie Lgbtq, i loro figli e le famiglie allargate, per essere sostenuti e amati, con piena accettazione come persone create veramente a immagine di Dio, una creazione che Dio ha visto come ‘buona’ e che merita di vivere ogni aspetto della vita al meglio”.

A tal proposito ci si chiede come sia possibile che persone che si definiscono cristiane sponsorizzino quella che è a tutti gli effetti una blasfemia? Come si può pregare per qualcosa che va contro i comandamenti che sono alla base della religione cristiana stessa? Le risposte a tali domande rimangono un mistero, ma mistero ancora più grande è quello che ha convinto un padre gesuita, Padre Martin, ad aderire all’iniziativa di Contemplative Ribellion e sponsorizzare sulla propria pagina ufficiale l’esistenza di tale Rosario.

Le reazioni alla sponsorizzazione del Rosario Arcobaleno

Proprio il coinvolgimento di  Padre Martin (padre gesuita che da tempo si è dichiarato a favore delle istanze della comunità LGBT) è stato duramente criticato in America. Uno dei primi a scagliarsi contro il frate gesuita è stato il fondatore dell’Istituto Lepanto Michael Hitchborn che a ‘LifesiteNews‘ ha dichiarato: “Ciò che Padre Martin sta promuovendo sui social media è a dir poco sacrilego: questo uso improprio del Santo Rosario non solo riduce i suoi sublimi misteri a una serie di punti politici a basso costo, ma è progettato specificamente per pregare per l’accettazione di uno dei quattro peccati che gridano al Cielo per vendetta”.

Rosario Arcobaleno, si tratta dell’ennesimo autogol della comunità LGBT?

Appare chiaro che il Rosario dei moderni dolori o “Arcobaleno” sia un altro modo per porre l’accento sul desiderio di accettazione degli omosessuali all’interno delle Chiese di ogni confessione religiosa (quelle anglicane hanno già accettato i fedeli omosessuali). Si tratta dunque di un oggetto rivolto a quelle persone che ritengono che la religione cristiana non sia in contrasto con le proprie scelte di vita, dunque che bisognerebbe non considerare gli omosessuali come peccatori. Supponiamo adesso per un’istante che abbiano ragione e che escluderli sia una forma discriminatoria, in che modo un rosario speciale, differente da tutti gli altri, potrebbe aiutarli a non essere considerati diversi? L’utilizzo di un Rosario apposito non è da un certo punto di vista etichettante, auto-discriminatorio?

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Luca Scapatello