“Amo Papa Francesco alla follia” è la dichiarazione del noto attore toscano Roberto Benigni. In un’intervista a Famiglia Cristiana.
Roberto Benigni è da poco tornato nelle sale cinematografiche italiane con la nuova pellicola di Roberto Garrone, ispirata alla storia del burattino più famoso d’Italia, Pinocchio. Questa volta, il noto attore toscano interpreterà i panni di Mastro Geppetto (ricordiamo che nel 2002 vestì i panni del giovane burattino). Nell’ambito di un’intervista rilasciata a Famiglia Cristiana, Benigni ha espresso la stima che prova per Papa Francesco.
“Vorrei dirgli che lo amo alla follia e che, dopo Pinocchio, è il mio personaggio preferito”. In occasione dell’uscita della nuova versione di “Pinocchio”, firmata da Matteo Garrone, l’attore ha parlato anche del suo ruolo all’interno della pellicola, raccontando parte della sua storia personale. “Vengo da una famiglia che ha conosciuto la povertà. Mio padre era contadino, ma sapeva pure lavorare il legno”. Infatti, l’attore ha dichiarato di essersi ispirato a suo padre per interpretare la figura di Mastro Geppetto, colui che ha dato i natali al famoso burattino.
La casa in cui ha vissuto per anni, ci spiega l’attore, è molto simile a quella che si vede nel film. Benignie spiega che, non potendosi permettere la legna per il fuoco, avevano in casa un focolare dipinto sul muro. Ma, la gioia più grande che si respirava in casa era rappresentata dalla preparazione al Natale, quando la famiglia si riuniva per preparare il Presepe: “Ma che gioia quando a Natale si faceva il Presepe!”.
L’attore ha voluto lasciare anche qualche spunto di riflessione, attualizzando i personaggi della storia di Carlo Collodi, di cui oggi è protagonista: “Quanti gatti e volpi troviamo oggi in politica che ci promettono di farci diventare ricchi da un giorno all’altro. O Lucignoli che fanno diventare tutti somari, facendoci tornare indietro a seguire i nostri istinti più bassi. I politici dovrebbero essere migliori di noi, cosicché possiamo prenderli a esempio come fa Pinocchio con la Fata Turchina”.
Fabio Amicosante
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