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Rischia il licenziamento per aver pregato per il collega

Alle varie denunce, senza fondo di verità, che rischiamo tutti, quando ci permettiamo di osservare che alcuni utilizzano i Social per le loro massime offensive (usando inutile cinismo e pessima grammatica, spesso), tante volte nei confronti di vittime di stragi o catastrofi, si debbono aggiungere quelle riferite a certe opere “troppo” magnanime, che suscitano, in persone con una sensibilità malsana e malfidata, delle risonanze, anche legali.

E’ il caso di dire che le buone azioni non restano mai impunite, ossia che siamo nell’epoca in cui si deve fare attenzione alle opere altruistiche, perché potrebbero ritorcersi contro.

Accade in una scuola pubblica americana, la Cony High School di Augusta, nel Miane (USA).

Un dipendente tecnico specializzato, la signora Toni Richardson, si è permessa -badate bene- di dire al suo collega che avrebbe pregato per lui. La sua intenzione era di sostenerlo, dal momento che, appena assunto, lo credeva in difficoltà. Si era accorta, infatti, che teneva atteggiamenti aggressivi verso la scolaresca. Tra l’altro, questo collega, apparteneva alla sua stessa parrocchia; tante volte si erano incontrati in chiesa.

In un primo momento, l’uomo ha ringraziato la signora/tecnico, ma quando la Richardson, in un secondo momento, ha dichiarato ai funzionari scolastici che non si sentiva più di lavorare col collega, per i suoi tanti comportamenti affatto professionali, ha scoperto che, quello, la aveva già accusata di aver violato il primo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti (che parla di libertà di religione e stampa principalmente), imponendo la sua religiosità in modo prepotente!

Quindi dire “pregherò per te … sei nelle mie preghiere” aveva urtato ed offeso a tal punto il collega della Richardson da farle meritare un’ammenda, che le impone ora di non parlare più a scuola di Dio, di non appellarsi a Lui per risolvere problemi di lavoro e tra colleghi, se non vuole rischiare azioni disciplinari severe o persino il licenziamento.

La signora, non si è fatta impressionare dall’accaduto, ed ha presentato una contro denuncia alla Commissione Equal Employment Opportunity (EEOC),  che si occupa di propagare e far rispettare i diritti civili, in caso di discriminazioni sul lavoro. Ha ribadito, infatti, che le sue erano solo parole di incoraggiamento e non le va affatto di limitarsi, nell’esprimere al mondo la sua fede in Dio.

 

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