L’argomento esorcismi è molto delicato anche all’interno della Chiesa. Ci sono infatti sacerdoti che non credono alla possessione demoniaca, ritenendo che è più semplice spiegare fenomeni paranormali con le patologie psicologiche. Ciò nonostante, grazie al lavoro di padre Gabriele Amorth, gli esorcisti hanno ricevuto un riconoscimento ufficiale ed oggi l’Associazione Internazionale Esorcisti guidata da padre Francesco Bamonte lavora alacremente per rispondere alle richieste di esorcismo (spesso non pertinenti) dei fedeli.
Tra gli scrittori più interessati a comprendere il mondo dell’occulto e l’influenza psicologica di satana nel mondo c’è sicuramente Annalisa Colzi, la quale su suo blog ci ha offerto i pareri di alcuni esorcisti (i cui nomi rimangono ignoti per questioni di privacy) su come potersi difendere dall’influenza del maligno nella vita di tutti i giorni.
I quesiti della scrittrice partono dal potere che possono avere le bambole voodoo su chi le utilizza, anche se la finalità è quella del gioco (come ad esempio può fare una bambina). Questi le rispondono che il pericolo legato all’utilizzo di tali oggetti tipici delle religioni africane può esistere anche senza che venga compiuto il rituale ed ecco perché: “Non so quanto male possano fare ma se la persona, di qualunque età, ha qualità medianiche possono fare davvero del male. Tutti noi abbiamo delle sensibilità medianiche, più o meno intense, che usiamo a volte anche inconsciamente”.
Proprio le nostre sensibilità medianiche potrebbero essere la porta per qualche spirito maligno ed è per questo che l’esorcista consiglia ad Annalisa e a tutti di ricorrere alla rinuncia della medianità: “Consiglio di fare la rinuncia alla medianità. Con altri esorcisti abbiamo messo a punto delle preghiere per chiudere queste porte ed effettivamente, nel farle, troviamo dei riscontri positivi”. L’intervistatrice si chiede se queste sensibilità di cui parla non siano quelle che permettono ai veggenti di ricevere messaggi da Dio ed un esorcista le risponde che probabilmente sono le stesse, ma che in ogni caso la rinuncia va fatta per comprendere da chi arriva il messaggio.
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Luca Scapatello
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