Rimane in coma per 5 mesi, quando si risveglia fa una scoperta incredibile

 

Incredibile storia di una ragazza americana Sharista Giles, la ventenne originaria di Sweetwater  in Tennessee, a causa di un incidente stradale capitato a dicembre è rimasta in coma per 5 mesi ma quando si è svegliata ha scoperto di essere diventata mamma infatti, nonostante il coma la sua gravidanza è stata portata avanti ed il bambino che portava nel grembo è nato regolarmente a seguito di un taglio cesareo che ha permesso al bimbo di venire alla luce.

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Quando è nato il piccolo pesava solo 800 grammi ma la sua fibra forte e robusta gli ha permesso di superare il momento difficile e la crescita nel corso dei mesi è stata lenta ma costante oggi infatti il suo peso è di poco superiore ai 3 kg..Il neonato è stato fatto nascere perchè nessuno sapeva con certezza quando la ragazza si sarebbe risvegliata dal coma è così i medici di comune accorda con la famiglia hanno preso questa decisione. La famiglia, tuttavia, non si era sentita di dargli un nome, in attesa del miracolo che potesse strappare la giovane Sharista dal coma profondo. “I dottori ci avevano detto che non c’era niente da fare”, ha spiegato la zia della ragazza, Beverly Giles. “Non ci speravano più. Ma noi non abbiamo mai mollato”. All’improvviso mercoledì scorso il miracolo è avvenuto  Sharista ha improvvisamente riaperto gli occhi. Ha iniziato a sbattere le palpebre, ha percepito le carezze che i familiari le facevano rispondendo alle sollecitazioni che le venivano fatte soprattutto dalla giovane mamma che non ha mai smesso di tenerle la mano, è cosa più importante ha visto finalmente il volto del suo bambino attraverso delle fotografie.

Il padre “le ha mostrato una foto del suo bambino e lei l’ha seguita con gli occhi”, ha raccontato ancora Beverly Giles. “Quando si è voltato per appenderla alla parete, lei ha provato a girare la testa, cercando di rivedere quell’immagine”. I medici dell’Harriman Care and rehabilitation Center ancora non hanno sciolto la prognosi di Sharista ma la speranza è che mamma e figlio – tuttora in terapia intensiva neonatale – possano tornare presto a casa.