Per una riflessione personale sulla prima lettura del giorno 15-09-17

Pillola del giorno venerdì 15-09-17

Eb 5,7-9

Cristo, nei giorni della sua vita terrena, offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito.
Pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono.

Ecco tre versetti molto forti della Lettera agli Ebrei, che riassumono tutta la salvezza che Cristo è venuto a portare per volontà del Padre. Come uomo Gesù “offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime” per essere salvato dalla morte e venne esaudito, dice il brano, per il suo abbandono. Come venne esaudito? Morendo in maniera così atroce? In realtà la morte è la morte che offre il mondo con il peccato. E, sì, Gesù è stato esaudito, perché il suo supplizio e la sua morte così cruenta hanno salvato l’uomo, l’umanità. Ma come? Per l’obbedienza che ha imparato dai suoi patimenti. Cosa significa? Significa che soffrendo con mitezza e abbandono ha imparato, come uomo, ad obbedire al Padre. E proprio quella sofferenza lo ha reso perfetto (Siate perfetti com’è perfetto il Padre mio. Mt 5,48). Così, essendo Dio fatto uomo, Gesù ha aperto la porta della salvezza a tutti coloro che gli obbediscono, ossia che seguono il suo esempio e i suoi comandamenti.

Accetto che la preghiera, la supplica, fin nel profondo del mio cuore, fino alle lacrime di amore e pentimento sia indispensabile per la mia vita? Sono capace di vivere una vita in totale abbandono alla volontà di Dio? Obbedisco agli insegnamenti e ai comandamenti di Gesù Cristo?