Qualche giorno fa un gruppo di turisti ha abbandonato una gita organizzata perché l’autista si è rifiutato di togliere il Rosario dal cruscotto. Non contenti, racconta Franco, autista di Roma con una fede solida che ha guidato per oltre 30 anni con il rosario appeso in bella vista sul cruscotto del suo pullman, hanno chiamato il suo capo per costringerlo ad accettare il ricatto, ma dopo la chiamata se ne sono andati infuriati.
Per Franco il Rosario è un segno di devozione per la Madonna, ma anche di una richiesta di protezione per un lavoro che lo pone costantemente a rischio di incidenti. Per questo motivo non se l’è sentita di rinunciarci anche se questo gli sarebbe costato il lavoro, poiché quella gita valeva 5000 euro per tutta la compagnia.
Convinto di aver fatto la cosa giusta, ma spaventato di aver arrecato un danno tale all’azienda da poter ricevere un licenziamento, Franco ha raccontato al blog ‘Il Cuore di Gesù‘ la sua coraggiosa decisione di opporsi al ricatto ed il timore di perdere il lavoro per la propria fede: “Io mi sono opposto, mi sono rifiutato e loro hanno chiamato il presidente della mia azienda per farmi licenziare, ma dopo che hanno parlato con il mio capo si sono arrabbiati ancora di più, hanno abbandonato tutto e se ne sono andati. Non so cosa abbia risposto loro il mio capo, ma so che abbiamo perso 5.000,00 euro per questo viaggio e sono sicuro che sarò licenziato”.
Il redattore che si è offerto di raccogliere la testimonianza di Franco ha quindi chiamato al Presidente della compagnia di trasporti per sapere se il rifiuto dell’autista sarebbe sfociato in un licenziamento, ma la risposta ha sorpreso tutti: “Sono orgoglioso di Franco, la nostra fede non può essere toccata e non mi interessa quanto la compagnia abbia perso denaro. Non ho parlato con Franco, deve stare tranquillo, ci sono cose più importanti di quei 5000,00 euro per me. Nessuno può chiederci questo solo perchè non è religioso come noi e nessuno può imporci il suo parere in nome della tolleranza. Nessuno può cambiare quello che noi crediamo”-
Luca Scapatello
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