Ridere in modo sano non fa mai male, la gioia e uno dei frutti dello Spirito Santo

 

Pare che il concetto di “gioia del cristiano” attecchisca difficilmente, tra quelli più lontani e con una fede alquanto tiepida. Molti pensano che stare con Gesù sia solo sofferenza: guardano alla croce e non al sollievo che ne proviene.
Per questo motivo e per sottolineare che il cammino spirituale scelto da tutti noi porta alla pace e ad una serenità, già su questa terra, fuori dal comune, oggi cerchiamo di dimostrare che anche i cristiani sanno raccontare le barzellette e prendersi un po’ in giro.
L’ironia -si sa- è il modo migliore per abbattere i momenti drammatici, osservarli da un’altra prospettiva e ricavarne qualcosa di buono: noi lo sappiamo fare!

Mentre un Gesuita, un Domenicano e un Francescano discutevano su quale dei loro Ordini fosse il migliore, apparve loro Gesù Bambino, nella mangiatoia, con a fianco Maria e Giuseppe.
Il Francescano cominciò a rendere omaggio al piccolo, nella sua povertà estrema; il Domenicano, ugualmente, esaltava la maestosità della Sacra Famiglia. Il Gesuita si avvicinò a Giuseppe, gli mise un braccio sulle spalle e disse: “Allora, avete pensato a dove mandarlo a scuola?”.
Si racconta che a Papa Giovanni XXIII un giornalista chiese quanta gente lavorasse nella Santa Sede. Lui, dopo intensa riflessione, rispose: “Circa la metà”.
I Santi, passati alla storia per il loro sense of humor, sono diversi, tra questi ci sono San Filippo Neri, San Francesco di Sales, Santa Teresa d’Avila e anche San Pio.
A proposito di quest’ultimo, un fedele gli domandò: “Padre mi sembra che Dio mi sia diventato un estraneo.”. E Padre Pio ribatté: “Tu a lui o lui a te?”.
Ecco altre barzellette che potrete raccontare, senza dover per forza ricorrere alle parolacce di circostanza:
Un Gesuita, un Domenicano e un Trappista si trovano su un’isola deserta. Hanno a disposizione una lampada magica, un genio e i tre desideri da esaudire. Decidono di usarne uno a testa. Il Gesuita chiede di poter insegnare all’Università più famosa del mondo e viene accontentato. Sparisce, così, dalla vista degli altri due. Il Domenicano chiede di predicare nella chiesa più importante al mondo e, esaudito, scompare anche lui. Il Trappista, allora, dice: “Va bene così per me: ciò che desiderato l’ho già ottenuto!”.
Un Francescano e un Domenicano, dopo aver discusso per molto tempo, decisero di chiedere a Dio quale dei loro Ordini fosse il migliore, ma di aspettare di morire per essere al suo cospetto e avere finalmente una risposta.
Anni dopo i due si rincontrarono in Paradiso e domandarono a Dio si illuminarli sulla loro antica diatriba. Dio ci pensò un po’ su, poi inviò loro un messaggio scritto: “Figli miei,
vi prego di smettere di discutere su questioni così banali. Entrambi gli Ordini sono grandi e buoni ai miei occhi. Rispettosamente, Dio, OP (che sta per Ordine dei Predicatori Domenicani).”.
Un Gesuita e un Francescano cenavano insieme. Al momento di mangiare la torta salata, si trovarono davanti un pezzo piccolo e uno grande. Il Gesuita stava per afferrare quella più grande, ma il Francescano lo fermò: “San Francesco ci ha sempre insegnato a prendere la parte peggiore”. E l’altro rispose: “Ce l’hai!”.