Ecco come vengono trattate le ragazze Cristiane nei paesi a prevalenza musulmana:
Il 13 gennaio scorso, a Lahore, tre ragazze cristiane di 17, 18 e 20 anni, mentre tornavano a casa a piedi dal lavoro sono state raggiunte in macchina da quattro giovani musulmani benestanti, che hanno fatto loro delle pesanti avances arrivando a minacciarle per farle salire sulla loro auto “a fare un giretto e a divertirsi un po’“. Le ragazze hanno spiegato di essere “cristiane devote e di non voler avere rapporti sessuali prima del matrimonio” – cosa che ovviamente è vietata anche dall’islam –; hanno anche cercato di fuggire, ma uno dei molestatori ha urlato loro:
“Come osate scappare da noi, le ragazze cristiane sono destinate esclusivamente a una cosa: al piacere degli uomini musulmani”.
Poi i quattro giovani le hanno inseguite e investite con la propria auto. Due delle ragazze hanno riportato rispettivamente la rottura dell’anca e delle costole, mentre una terza, la più giovane, Kiran Masih (foto), è deceduta dopo che gli aggressori, ridendo, l’hanno travolta.
La ong pakistana “Movimento di Solidarietà e Pace” ha reso noto che “Ogni anno”, nel Paese, “circa 700 di loro vengono rapite, violentate e costrette a convertirsi e a contrarre matrimonio islamico – la cifra è di quasi due al giorno e il mondo sta a guardare senza fare nulla”.
Inoltre alcuni cittadini pakistani hanno spiegato senza mezzi termini che anche “le ragazzine (o bambine, ndr) cristiane vengono considerate merci da danneggiare a piacimento. Abusare di loro è un diritto. Secondo la mentalità della comunità non è affatto un reato. I musulmani le considerano bottino di guerra”. Né più né meno di ciò che fa l’Isis in Siria e in Iraq o Boko Haram in Nigeria.
Le organizzazioni dei diritti umani e per la libertà religiosa lamentano che raramente in Pakistan si indaga sulle violenze contro i cristiani ed è molto improbabile che queste vengano punite in sede legale.
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