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Regina Coeli. Papa Francesco ci svela il segreto per aumentare la gioia della Pasqua

Non lasciamoci rubare la gioia della Resurrezione, è una forza senza uguali, la gioia che ci dona è fatta per aumentare. Oggi il Santo Padre ci svela come.

La gioia delle donne per la resurrezione di Gesù gioia nasce dall’incontro vivo col Signore Risorto e le spinge a diffondere quello che hanno visto.

Papa Francesco al Regina coeli di Pasquetta (Photo web source)

Condividere la gioia è meraviglioso, è un’esperienza che impariamo da piccoli.

Un’esperienza contagiosa

La gioia è contagiosa, ne abbiamo fatto tutti esperienza almeno una volta nella vita. Ricordiamo un momento tanto felice e così difficile da esprimere a parole, ecco così si sono sentite le donne al mattino di Pasqua ma in modo più grande perché la resurrezione di Gesù cambia la nostra vita per sempre è la vittoria della vita sulla morte, della speranza sullo sconforto, con lui ogni giorno è tappa di cammino eterno, ogni istante è proiettato oltre il limite del tempo verso l’eternità

La gioia della resurrezione è vicinissima, è già nostra perché ci è stata donata col battesimo, ogni giorno possiamo incontrare Gesù, ogni giorno non rinunciamo alla gioia della Pasqua incontrando Gesù nell’eucarestia, nel perdono, nell’ascolto della sua parola e nella condivisione. La gioia quando si condivide aumenta, solo condividendo rinasce ed è sempre più grande nel cuore di ciascuno. La madonna ci aiuti ad essere testimoni gioiosi del Signore Risorto. Papa Francesco prega affinché il dono della pace arrivi dove c’è più bisogno alle popolazioni stremate dalla guerra dalla fame, da ogni forma di difficoltà.

La grande protagonista di oggi: la Maddalena

Maria Maddalena è figura centrale di oggi e di tutti i racconti di Resurrezione. La sua testimonianza ci insegna il coraggio, la perseveranza e la tenerezza. Il coraggio. Maria di Magdala si reca alla tomba di buon mattino, quando è ancora buio. Il diritto romano ci rivela che questa impresa poteva essere pericolosa. La crocifissione era la condanna a morte alla quale i romani destinavano i ribelli politici. C’erano anche conseguenze pericolose per i familiari e gli amici, poiché per i crocifissori erano vietati il funerale tradizionale e le manifestazioni pubbliche di lutto.

Piazza San Pietro a Pasquetta (Photo web source)

Tacito attesta che né parenti né amici potevano avvicinarsi per piangerli, e nemmeno potevano guardarli a lungo. È documentato dagli storici che, in certi casi, le persone che hanno pianto la morte di un condannato sono state a loro volta crocifisse. Maria non teme e si reca al sepolcro. La perseveranza. Ella non riconosce né gli uomini seduti in maniera insolita nella tomba né Gesù quando lo vede. È profondamente dispiaciuta ma questo non le impedisce di cercare.

Il mistico renano del XIV secolo Meister Eckhart descrive con straordinaria finezza: «essa aveva la speranza che, siccome Dio aveva fatto irruzione nell’umanità, qualche cosa di Dio fosse rimasto nella tomba […] come un profumo[…]. Essa temeva che, allontanandosi dalla tomba, di perdere anche la tomba perché, se avesse perduto anche la tomba, non le sarebbe rimasto assolutamente più nulla».

Una tenerezza disarmante

È sorprendente la tenerezza con cui il Signore si rivolge a lei. Con gradualità le si rivela. «Donna perché piangi? »… «Maria!». Nessun terremoto, niente folgore, nulla di spaventoso. Prima due uomini, poi uno solo, la cui compostezza confonde la donna, che pensa sia l’ortolano. Ci ricorda il modo in cui Dio entra nella storia, nel silenzio e nel nascondimento. Si dire quasi che la gradualità, l’attesa paziente ed operosa, sono lo stile con cui Dio adempie il suo progetto di Salvezza. Questo, chiaramente è in riferimento sia alla storia dell’umanità sia alla storia personale di ciascuno di noi.

San Bernardo di Chiaravalle ci ha lasciato un commento interessante al racconto odierno. Donna, perché piangi, chi cerchi? Colui che cerchi è con te, e non lo sai?
Possiedi la vera, eterna felicità e piangi? Hai dentro di te quello che cerchi al di fuori. E veramente stai fuori, piangendo vicino a una tomba. Ma Cristo ti dice: il tuo cuore è il mio sepolcro: io non vi riposo morto, ma vivo in eterno. La tua anima è il mio giardino… Il tuo pianto, il tuo amore e il tuo desiderio sono opera mia: tu mi possiedi dentro di te senza saperlo, perciò mi cerchi al di fuori. Allora ti apparirò all’esterno, per riportarti nel tuo intimo e farti trovare nell’interno quello che cerchi fuori. Maria, io ti conosco per nome, tu impara a conoscermi per fede.

Filomena Sacco

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Filomena Sacco

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