Regina Coeli: nuova mossa del Papa per fermare le guerre nel mondo

La giornata di oggi celebra la solennità dell’Ascensione. Per il Pontefice è stata l’occasione per celebrare altre due importanti ricorrenze.

Nell’odierna solennità, il Vangelo (Mc 16/15-20) afferma che Gesù, dopo aver affidato agli apostoli il compito di continuare la sua opera, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.

Papa Francesco Regina Coeli 12 maggio 2024
Photo: Vatican Media

La “grande cordata” che è la Chiesa

Come spiegato da papa Francesco durante il Regina Coeli a piazza San Pietro, “il ritorno di Gesù al Padre ci appare non come uno staccarsi da noi, ma piuttosto come un precederci alla meta che è il Cielo“.

Come quando in montagna si sale verso una cima“, ha esemplificato il Santo Padre, “si cammina con fatica e finalmente a una svolta del sentiero l’orizzonte si apre e si vede il panorama. Allora tutto il corpo ritrova forza per affrontare l’ultima salita. Tutto il corpo, braccia, gambe e ogni muscolo si tende e si concentra per arrivare in vetta“.

E noi, la Chiesa, siamo proprio quel corpo che Gesù, asceso al cielo, trascina con sé come in una cordata. E Lui che ci svela e ci comunica con la sua Parola e la sua grazia dei sacramenti, la bellezza della patria verso la quale siamo incamminati. Così anche noi sue membra siamo noi membra di Gesù“, ha sottolineato il Pontefice. “Saliamo con gioia insieme con Lui, nostro capo, sapendo che il passo di uno è un passo per tutti e che nessuno deve perdersi nel restare indietro, perché siamo un corpo solo“.

E’ vivo in me il desiderio di Dio?

Quando poi Gesù raccomanda di annunciare il Vangelo, battezzare, scacciare i demoni, affrontare i serpenti, guarire i malati, invita a “compiere le opere dell’amore, donare vita, portare speranza, tenersi lontano da ogni cattiveria e meschinità, rispondere al male col bene, farsi vicini a chi soffre“. Più si risponde a questa chiamata, “più ci lasciamo trasformare dallo Spirito, più seguiamo il suo esempio e più come una montagna sentiamo l’aria attorno a noi farsi leggera e pulita“, ha commentato il Papa.

L’orizzonte diventa ampio e la meta è vicina, “le parole e i gesti diventano buoni, la mente e il cuore si allargano, respirano“. Ciò stimola un esame di coscienza: “E’ vivo in me il desiderio di Dio, il desiderio del suo amore infinito, della sua vita, che è vita eterna? Oppure sono un po’ appiattito e ancorato alle cose che passano o ai soldi o ai successi o ai piaceri? Il mio desiderio del Cielo mi isola, mi chiude, oppure mi porta ad amare i fratelli con animo grande e disinteressato, a sentirli compagni di cammino verso il Paradiso?“.

Riconoscenza alle mamme e agli operatori della comunicazione

Dopo la recita della preghiera mariana, Francesco ha rinnovato il proprio “appello per uno scambio generale di tutti i prigionieri tra Russia e Ucraina, assicurando la disponibilità della Santa Sede a favorire ogni sforzo a tal riguardo, soprattutto per quelli gravemente feriti e malati“. Al contempo, ha esortato a continuare a “pregare per la pace sia in Ucraina, in Palestina, in Israele“.

In occasione della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali sul tema “Intelligenza artificiale e sapienza del cuore”, il Santo Padre ha raccomandato: “Solo recuperando una sapienza del cuore possiamo interpretare le istanze del nostro tempo e riscoprire la via per una comunicazione pienamente umana“. Ha quindi rivolto il proprio ringraziamento “a tutti gli operatori della comunicazione“.

In conclusione, il Pontefice ha ricordato che “oggi, in tanti Paesi, si celebra la Festa della Mamma. Pensiamo con riconoscenza“, ha detto, “a tutte le mamme e anche preghiamo per le mamme che sono andate in Cielo e affidiamo le mamme alla protezione di Maria, la nostra Madre Celeste, e a tutte le mamme“, ha concluso.

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