Papa Leone XIV al Regina Coeli nella Domenica della Divina Misericordia spiega quali sono gli elementi essenziali per nutrire la fede e renderla salda.

Nel giorno della Festa della Divina Misericordia, oggi,12 aprile, II Domenica di Pasqua, papa Leone XIV a mezzogiorno si è affacciato dalla sua finestra del Palazzo Apostolico per la recita della preghiera del Regina Coeli.
Concentrandosi sul Vangelo odierno, che ci presenta l’incredulità di san Tommaso risolta nel vedere le piaghe del Signore, il pontefice ha riflettuto sulla difficoltà di credere, ieri come oggi.
Papa Leone XIV al Regina Coeli: l’incredulità di Tommaso e il nutrimento necessario per la fede
Per arrivare ad esclamare “Mio Signore e mio Dio!“, la più forte professione di fede in tutto il quarto Vangelo, afferma il papa, bisogna che la fede sia nutrita e che lo sia costantemente.

Papa Leone sottolinea, infatti, che come è accaduto agli apostoli, anche noi spesso andiamo incontro alla difficoltà di credere. C’è qualcosa di necessario, imprescindibile da fare affinché la fede sia mantenuta e non si smarrisca e soprattutto si accresca.
Certamente è un dono di Dio a cui rispondere con la nostra adesione e il nutrimento costante che consiste nell’incontro con Lui. Quindi la partecipazione all’Eucarestia è l’elemento fondamentale per una vita cristiana, perché “la fede ha bisogno di essere nutrita e sostenuta“, dice il papa.
Nell’Eucarestia l’incontro con il Signore
In questa giornata in cui la Divina Misericordia è al centro, con la festa istituita dal San Giovanni Paolo II nel 2000 in risposta all’espressa richiesta che Gesù aveva fatto nella prima metà del Novecento nelle apparizioni a santa Faustina Kowalska, la fede e come nutrirla è il fulcro della riflessione del papa.
Ritornando al Vangelo di questa Domenica in albis, papa Leone evidenzia come san Tommaso e gli altri apostoli si trovavano riuniti quando apparve il Signore. Vedere la ferita del suo costato ha portato l’apostolo a credere.
“Dove trovarlo, come riconoscerlo, come credere?“, sono le domande che il Santo Padre pone e su cui fornisce la risposta. È nell’Eucarestia e quindi durante la Santa Messa che abbiamo un incontro con il Signore, essenziale per ogni cristiano.
Messa vuol dire “invio, missione“, spiega e ne sottolinea l’importanza perché “in essa ascoltiamo le parole di Gesù, preghiamo, professiamo la nostra fede, condividiamo i doni di Dio nella carità, offriamo la nostra vita in unione al sacrificio di Cristo, ci nutriamo del suo Corpo e del suo Sangue per poi essere a nostra volta testimoni della sua Resurrezione“.
Il viaggio apostolico in Africa e l’appello a cessare il fuoco
Il pontefice ha ricordato che domani partirà per il suo viaggio apostolico in Africa, facendo memoria dei martiri di Abitene che andarono incontro al martirio e diedero la vita pur di celebrare la Santa Messa, testimoniandone l’imprescindibilità per la vita di ogni fedele.
Proprio in un mondo che “ha tanto bisogno di pace” particolarmente si rende evidente la necessità di “essere assidui e fedeli al nostro incontro eucaristico con il Risorto“.
Papa Leone ha poi espresso i suoi auguri per le Chiese orientali che oggi celebrano la Pasqua secondo il Calendario giuliano. Il suo pensiero è andato anche a coloro che soffrono a causa della guerra , in modo particolare per “il caro popolo ucraino“.
La sua esortazione è alla comunità internazionale affinché non venga meno l’attenzione e ha espresso la sua vicinanza al popolo libanese a cui si rende “più che mai vicino in questi giorni di dolore e di paura“.
Ha lanciato perciò un appello alle parti in conflitto di “cessare il fuoco” e di “cercare con urgenza una soluzione pacifica“. Un ricordo anche per il Sudan che da tre anni vive un sanguinoso conflitto rinnovando anche in questo caso alle parti belligeranti un accorato appello a far tacere le armi e ad aprire un dialogo.







