La Rai caccia Lorella Cuccarini perché mamma e cattolica. Adinolfi attacca

Cacciata la Cuccarini, in Rai va in scena uno scontro di fuoco. Sempre più infatti il servizio pubblico, purtroppo, sembra asservito a logiche di parte.

Ovvero a simpatie e posizioni che privilegiano determinati aspetti, come ad esempio aderire alla retorica lgbt. L’ultimo aspetto problematico pare infatti emergere dalla cacciata di Lorella Cuccarini dovuta al fatto, secondo il presidente del Popolo della Famiglia Mario Adinolfi, di essere una mamma di famiglia di idee cattoliche.

Il servizio pubblico che tutela idee di parte

E, come noto, oggi le idee cattoliche sono molto scomode al pensiero di chi vuole tutti d’accordo sulla libertà sessuale e le teorie pro-gender. La Cuccarini infatti non ha mai nascosto la sua fede, ma anzi quando può si lascia coinvolgere in iniziative di solidarietà ed evangelizzazione, ad esempio nell’ambito delle attività del cammino Nuovi Orizzonti promosso da Chiara Amirante, di cui la Cuccarini è molto amica.

Su Twitter Adinolfi, esprimendo solidarietà alla Cuccarini per la sua cacciata dalla Rai, dove conduceva il programma La Vita in Diretta, ha attaccato duramente il servizio pubblico offerto da Viale Mazzini.

Solidarietà a Lorella Cuccarini: cacciata perché mamma e cattolica

“Solidarietà a Lorella Cuccarini ingiustamente rimossa dalla conduzione de La Vita in Diretta perché è una mamma di famiglia di idee cattoliche”, ha scritto Adinolfi senza peli sulla lingua.

Difendendo la Cuccarini, a differenza di tanti altri che si sono isolati nel silenzio più totale, su di una vicenda che, se fosse provata, sarebbe a dir poco scandalosa. Adinolfi infatti sostiene che non si tratta solamente di una questione di natura politica, come ovviamente è, visto che al governo ci sono forze che troppo spesso vedono la fede cristiana come fumo negli occhi.

Adinolfi difende Lorella Cuccarini a attacca la Rai

Ma c’è di più. Si tratterebbe cioè di una vera e propria discriminazione per la propria fede cristiana, ovvero in base all’orientamento religioso, tutelato tanto dalla Costituzione quanto dal Codice penale, attraverso la legge Mancino.

Adinolfi perciò non ha risparmiato l’attacco a Viale Mazzini e alla politica che da sempre lo gestisce in maniera sfrontata. “Fatta fuori da Raiuno che ormai vuole solo conduttori maschi gay: Matano, Diaco, Convertini. Rocco Casalino e Vincenzo Spadafora vincono”, scrive.

La mancata riconferma di Lorella Cuccarini in Rai

La notizia della non riconferma di Lorella Cuccarini alla conduzione del programma pomeridiano di Raiuno è perciò ufficiale. Prima di lasciare la trasmissione però la Cuccarini ha scritto una mail in cui saluta tutti i suoi colleghi.

“Cari compagni di viaggio, è arrivato il momento dei saluti. Ma prima vorrei condividere con voi ciò che questa avventura ha rappresentato per me”, ha scritto la Cuccarini in questa lettera.

La lettera della Cuccarini. Saluta la redazione, poi passa all’attacco

“È stata la mia prima volta in un programma quotidiano così complesso. Di programmi televisivi ne ho fatti tanti, ma una ‘macchina infernale‘ come quella di Vita in diretta non l’avevo mai guidata. La prima volta (e speriamo l’unica) in cui abbiamo dovuto convivere con il dramma di una pandemia devastante. A proposito, grazie per il vostro coraggio. La professionalità la diamo per scontata, il coraggio no”.

La lettera è perciò piena di sentimenti di gratitudine e affetto per le settimane passate al lavoro nello show televisivo. Però poi passa all’attestazione dei problemi che si sono verificati, e sui cui evidentemente non si può transigere. Al centro di questi, proprio il co-conduttore Alberto Matano, che però non ha mai nominato in maniera esplicita.

Cuccarini: mai subito prevaricazioni, prima di ora

“C’è una “prima volta” alla quale non ero preparata. Il confronto con l’ego sfrenato e – sì, diciamolo pure – con l’insospettabile maschilismo di un collega di lavoro. Esercitato più o meno sottilmente, ma con determinazione. Costantemente”, scrive amara la Cuccarini.

“Talvolta alternato ad incredibili (e mai credute) dichiarazioni pubbliche di stima nei miei riguardi. So che tutto questo non devo certo ricordarlo a voi che eravate qui. E se si volesse cercare il perché di tutto questo, non sarebbe certo necessario rivolgersi alla Bruzzone”.

“Malgrado tutto, mi ritengo fortunata per due motivi”, conclude perciò affranta la Cuccarini. “Perché in questi mesi ho avuto il privilegio di poter fare vero Servizio Pubblico e perché, in tutta la mia vita, ho conosciuto prevaricazioni di questo tipo solo ora, a 55 anni”. Segno che dietro la facciata dei benpensanti del politicamente corretto, purtroppo, c’è molto altro. 

Giovanni Bernardi

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