martedì, 23 ottobre, 2018
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Ragazzo disabile: A Medjugorje ho ritrovato la voglia di Vivere.

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La storia di un giovane ragazzo diversamente abile che trova un senso alla sua vita a Medjugorje.

Luca ha 21 anni, e la sua malattia si presenta sin dai primi mesi di vita, esattamente aveva 10 mesi quando i medici riscontrarono questa patologia alle gambe senza evidenziarne la causa, così da ritrovarsi a vivere su una sedie a rotelle soprannominata da lui “La bat- mobile”. Dopo aver frequentato la scuola, ha trovato lavoro negli uffici del suo comune. Nonostante la sua precarietà fisica, Luca Ongaro è un ragazzo solare, ha tanti amici, gli piace ascoltare musica e chiacchierare.

Va per la prima volta in pellegrinaggio a Medjugorje a Natale 2010 e lì la sua vita è per sempre cambiata. Percorrendo la collina delle apparizioni, sperimenta una sensazione di pace e di serenità mai provata prima di allora. Dal ragazzo tiepido e con poca fede, si trasforma in un ragazzo innamorato di Gesù e di Maria e si avvicina ai sacramenti, frequentando la chiesa tutte le volte che può. Luca riesce a trasmettere la sua fede a tutti coloro lo circondano. Infatti più volte l’anno, porta la sua testimonianza nelle varie parrocchie d’Italia, donando un sorriso e una parola di conforto a chi gli si avvicina.

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Un altro incontro che ha cambiato per sempre la sua vita è stato quello con Jennifer “una ragazza speciale” come la definisce lui… insieme si amano e condividono la fede, camminando giorno dopo giorno verso quella meta che tutti i cristiani ammirano: la vita eterna. Medjugorje è un luogo amato da Luca e da tanti pellegrini che hanno trovato speranza, pace, conforto, fede , vocazione, amore in un paesino sperduto della Bosnia Erzegovina dove da 33 anni la Gospa (in croato) laRegina della Pace appare a tutti i suoi figli.

Ringraziamo Luca per la sua testimonianza autentica, e ringraziamo tutte le persone che attraverso la loro sofferenza fisica, hanno tanto amore da donare agli altri, dimostrando che si può essere felici anche su una sedie a rotelle perché Cristo è morto sulla Croce, ha sofferto ma si è glorificato e così attraverso le nostre sofferenze saremo glorificati tutti, grazie al Suo amore immenso.

Rita Sberna.