I QUINDICI SABATI DEL SANTO ROSARIO

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Origine della devozione

Il Santuario della Madonna del Rosario di Pompei, per merito del fondatore, il beato Bartolo Longo (1922), è il centro che contribuì alla diffusione di varie pratiche, tra le quali la pratica dei Quindici sabati del Rosario. Fu il Beato stesso a ricordarne la storia. Viene dalla Francia e risale al 1627.
Il re Luigi XIII era impegnato in una lotta contro gli eretici Calvinisti e Ugonotti; questi ultimi, asserragliati nella fortezza di La Rochelle, dopo un lungo assedio, furono costretti alla resa.
Il re aveva però invitato alla recita del Rosario. La prima recita pubblica, alla presenza di principi e cardinali, ebbe luogo il 27 maggio1627 nella chiesa dei PP. Domenicani in S. Onorato, a Parigi.
Si continuò poi in tutti i sabati. Il successo militare e la devozione dei fedeli ispirarono la devozione detta: «Voto dei quindici sabati», propagandata ovunque dai PP. Domenicani.
Devozione accreditata da grazie straordinarie ed indulgenze.

Come si pratica?

Consiste nel far voto, o meglio una semplice promessa a Dio, di:

comunicarsi per 15 sabati consecutivi, in memoria dei 15 misteri del Rosario
recitare almeno una terza parte del Rosario,
meditare un certo spazio di tempo i misteri, a cui conformarsi nella vita pratica,
santificare quella giornata.

E questo col fine di onorare la Vergine Santissima e ottenere per suo mezzo qualche grazia speciale.

Il Beato Bartolo Longo dà maggior contenuto alla pratica:

  1. Suggerisce di iniziarla 15 sabati (o domenica, per gli impediti) prima della festa del Rosario, anche se la pratica non è legata a date.

  2. Propone per ogni sabato la meditazione di un mistero del Rosario suddivisa in tre punti e comprendente tutti gli episodi evangelici connessi col mistero, inserendovi per quelli dolorosi, qualche particolare attinto dalla tradizione e da rivelazioni private.

  3. Ogni meditazione è accompagnata da affetti utili per la preparazione e il ringraziamento alla Santa Comunione.

  4. Propone virtù da imitare o mortificazione da compiere.

  5. Espone più esempi di Santi, tutti appartenenti all’ordine dei Domenicano.

  6. Suggerisce di continuare per tutta la settimana la meditazione del mistero e le risoluzioni pratiche prese nella S. Comunione.

Si possono aggiungere i Misteri Luminosi, dopo i Misteri Gaudiosi e prima dei Misteri Dolorosi, facendo così venti sabati.

Si noterà l’affinità dei Quindici sabati con le devozioni dei Primi nove venerdì e dei Primi cinque sabati; come pure con il mese di maggio, per la meditazione, l’esercizio pratico e l’esempio.

La pratica non è legata a rivelazioni, ad associazioni, tempi e determinati.

Ciascuno la compie singolarmente e la ripete per la grazia che di volta in volta desidera ottenere.

Norme per far bene i 15 sabati. Indulgenze ammesse.

La pratica dei Quindici Sabati consiste nell’impegno di rivivere per quindici sabati consecutivi i quindici misteri del Rosario, che sono, in sintesi, la storia della nostra salvezza, il Vangelo che si prega con la Madre di Dio.

Quel che emerge soprattutto, in questa pia pratica, è la partecipazione all’Eucaristia, memoria del Figlio di Dio incarnato, morto e risorto; quindi la meditazione approfondita di un mistero per ogni singolo sabato, e la recita del Rosario intero, o, per lo meno, della terza parte. Va da sé che, avendone bisogno, alla partecipazione dell’Eucaristia si premetterà la Confessione sacramentale. Questa pratica vuol essere un aiuto per vivere una particolare atmosfera spirituale crescendo nell’amore di Dio e della Madre Divina. In questo clima l’anima è facilmente indotta a fare grandi passi e certamente scopre nuovi orizzonti nel campo dello spirito. Quando poi situazioni difficili o esigenze particolari toccano la nostra sensibilità e più urgente è il bisogno del ricorso all’aiuto divino, i Quindici Sabati sono un mezzo che la spiritualità cristiana ha scoperto per ottenere risposte dal Cielo. La storia della nuova Pompei è tutta un intreccio di questi richiami e queste risposte in cui la mediazione della Madre Divina emerge mirabilmente. Bartolo Longo, apostolo del Rosario, è anche apostolo dei Quindici sabati che diffuse, ai suoi tempi, in tutto il mondo, profondendo nelle pagine da lui compilate una spiritualità affascinante. Ora vorremmo domandarci:è attuale questa devozione? Può darsi che oggi, dopo la riforma liturgica e le nuove esperienze del contatto personale con la Parola, qualcuno riconosca un minore mordente alla pratica dei Quindici Sabati. Ma per rispondere basterà far notare che i vari punti dettati dal Beato Bartolo Longo sono autentiche spinte alla contemplazione, a fare che la Parola diventi la nostra preghiera con Maria. D’altronde, se la storia non può essere smentita, quanto ci ha narrato con vivacità di stile e precisa documentazione l’apostolo dei Quindici Sabati è la risposta più semplice ma anche la più convincente: quella del prodigio che è garanzia di Dio. Ne daremo testimonianza al termine delle meditazioni di ciascun sabato, riportando le narrazioni autentiche del Beato.

Valore della pratica dei 15 sabati.

Se qualcuno indicasse un luogo dove è nascosto un tesoro, tutti si affaticherebbero a gara nel prenderne e arricchirsene. Ben altro tesoro di ricchezze indefettibili e di meriti celesti è riposto nella devozione dei Quindici Sabati del Rosario. L’eccellenza di questo tesoro ognuno ben può valutare dalla preziosità del Rosario intero, che è l’orazione più cara a Maria, la più favorita dai Santi, privilegiata dai Pontefici, diffusa tra i popoli, confermata da Dio stesso con stupendi prodigi e dalla Beatissima Vergine con grandi promesse. Si aggiungano a tutto questo i meriti e le grazie smisurate che ottiene l’anima contemplando la vita, la passione e la gloria di Gesù Cristo. L’eccellente pratica dei Quindici Sabati non contiene soltanto quello che vi è di più santo e di più efficace nel Rosario, cioè la memoria delle azioni di Gesù, ma la frequenza dei sacramenti, massime la Comunione fatta in memoria di quel che fece per noi il Salvatore, la perseveranza nella preghiera e l’intercessione della Vergine Santissima. Ancora, essa congiunge a tutte queste cose una diligenza particolare, per essere graditi a Dio e santificarsi durante la spazio di quindici settimane.