Quello che le Iene dicono e… “non dicono”… (VIDEO)

Si parla sempre poco della spiritualità cristiana nelle trasmissioni televisive di successo e, quando lo sia fa, è spesso per denunciare una sorta di manipolazione e bigottismo, di clero e fedeli. Così alla trasmissione “Le Iene” si parla di un ragazzo del sud Italia, Billy, costretto a lasciare la famiglia che non accetta la sua omosessualità.

Come ha più volte segnalato Papa Francesco, nessuno può giudicare, ma è importante anche che un omosessuale rimanga fedele a Cristo, cosa che è richiesta ad ognuno di noi.

Nell’intervista de “Le Iene”, invece si addita un sacerdote esorcista (che può aver compiuto anche degli errori non trascurabili), cui la famiglia del giovane si sarebbe rivolta, convinta che il comportamento di Billy fosse un problema esclusivamente spirituale, facendolo passare per un omofobo ignorante.

In primo luogo si prenda in considerazione il titolo che non rispecchia la realtà presente nel video, in quanto nessuna famiglia può esorcizzare nessuno, inoltre si tenga conto dei diversi tagli che il dialogo tra Billy e l’esorcista ha sicuramente subito, cosa che si evince seguendo il continuum del discorso; in secondo luogo è evidente che il sacerdote volesse in qualche modo trovare un appiglio per aiutare il ragazzo, forse influenzato in parte dai discorsi e dai timori dei genitori di lui.

“Le Iene” dovrebbero ricordare che un esorcista mediamente si trova davanti a molti casi disparati e spesso con persone colpite da forze e disturbi incontrollabili e non spiegabili scientificamente per cui non è da escludere il fatto che debba fare domande e tentativi per comprendere il reale problema delle persone che a lui si rivolgono e non ha certo bisogno di essere “ridicolizzato” dai loro stratagemmi, studiati ad hoc per catturare emotivamente il pubblico e informarlo in modo ovviamente parziale.

L’intervistatrice in questione infatti mai sottolinea ciò che il ragazzo esprime più volte, ossia che la sua pulsione sessuale è disordinatamente bisessuale e questo, si, richiederebbe sicuramente un intervento, se non atro psicologico, laddove il sacerdote cerca almeno di indagare su possibili abusi subiti dal ragazzo in tenera età.

Ecco il Video delle Iene:

 

Ecco alcuni brani del Catechismo della Chiesa Cattolica, promulgato da Giovanni Paolo II, nel 1992, che possono chiarirci le idee.

“L’omosessualità designa le relazioni tra uomini o donne che provano un’attrattiva sessuale, esclusiva o predominante, verso persone del medesimo sesso. Si manifesta in forme molto varie lungo i secoli e nelle differenti culture. La sua genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile. Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, [Cf Gen 19,1-29; Rm 1,24-27; 1Cor 6,10; 1Tm 1,10 ] la Tradizione ha sempre dichiarato che “gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati”. Sono contrari alla legge naturale. Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati. (…) Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione. (…)

Le persone omosessuali sono chiamate alla castità. Attraverso le virtù della padronanza di sé, educatrici della libertà interiore, mediante il sostegno, talvolta, di un’amicizia disinteressata, con la preghiera e la grazia sacramentale, possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana.”.

L’atteggiamento della chiesa non è affatto discriminatorio per gli omosessuali, perché -ricordiamolo- la castità è chiesta a qualunque cristiano non abbia intenzione di procreare.

Il servizio televisivo si conclude con la notizia che Billy, ormai lontano dalla sua famiglia e dagli affetti che riteneva cari, è libero di vivere la propria sessualità.

Ma è mai possibile che la disgregazione di una famiglia possa portare appagamento e felicità? Domandiamolo a “Le Iene” che sembrano avere già tutte le risposte, preconfezionate e pronte per essere mandate in onda.