Sono trascorsi oltre ben 70 anni dall’Ordinazione sacerdotale di Joseph Ratzinger ed emerge un insospettabile legame che riguarda la sua figura.
C’è infatti un faro spirituale nel magistero ratzingeriano che oggi scopriamo in maniera inattesa grazie anche alla ricerca di un sacerdote.
Questa importante ricorrenza dell’inizio della missione cristiana di Ratzinger ha portato infatti alla luce il legame tra Benedetto XVI e Sant’Agostino, vera e propria luce per il pensiero del teologo tedesco, tanto che molti dei loro testi, se confrontati, sembrano davvero scritti da due amici di lunga data che insieme parlano di fede e di salvezza. Incoraggiando in maniera incredibile i cristiani nella strada della redenzione tracciata da Cristo.
Solo in Gesù infatti è possibile rinvenire il cammino della vita e della felicità, ciò che veramente il cuore di ogni uomo desidera più di ogni altra cosa. Benedetto XVI e Sant’Agostino sono due assoluti giganti e i loro insegnamenti sono un solco indelebile nella storia della Chiesa e dell’umanità tutta. Oggi più che mai c’è infatti una richiesta assoluta di infinito e di Dio, e i testi di Benedetto XVI sono in grado di saziare questo bisogno, se letti attentamente e profondamente in ogni sua parte e fino a che non se ne raggiunge una vera comprensione.
É con tutta evidenza e sotto gli occhi di tutti il deserto spirituale che purtroppo oggi vivono le nostre società, schiave del proprio individualismo, delle mode e delle ideologie, della cultura dell’istante e del frammentario, nulla di più lontano da quella vita piena e da quella gioia vera che Gesù nel Vangelo ci indica e che Benedetto XVI e sant’Agostino approfondiscono nei loro scritti.
Veri e propri lampi di luce sul grigio della quotidianità che insegnano la verità ultima dell’esistenza umana proprio per fare in modo che ogni uomo possa davvero procedere al meglio nella realizzazione delle proprie aspirazioni e soprattutto per concorrere all’instaurazione del Regno di Dio su questa terra già oggi.
Questo rapporto speciale emerge anche dal libro di un sacerdote, don Aldo Figliuzzi, che si intitola “Dal cuore di sant’Agostino alle labbra di Benedetto XVI. Antologia in onore del Papa emerito nel suo 70° anniversario di sacerdozio”, pubblicato il 28 ottobre da Cantagalli. In questo si spiega infatti come il dialogo tra i due grandi teologi sia iniziato quando Benedetto XVI era un giovane studente di teologia, alla scuola superiore di filosofia e teologia di Frisinga, tra il 1946 e il 1947.
Da allora non lo lasciò più, e il cammino spirituale del futuro Papa ne fu inevitabilmente segnato. Il pensiero di Sant’Agostino, infatti, “segnerà più di ogni altro autore il suo approccio al fatto cristiano”, veniva scritto dai biografi del Papa emerito. Tanto che Agostino divenne per Ratzinger modello di vita umana, oltre che “compagno di viaggio”.
Il segretario particolare del Papa emerito, monsignor Georg Gänswein, lo descrisse come un “uomo di Chiesa così erudito che a lungo è stato seduto sul trono di Pietro”, e allo stesso tempo, “più di una volta, con le sue risposte, pare un bambino innocente, misterioso e insondabile”. Un “bambino dello Spirito Santo” che proprio come Sant’Agostino cerca, come dice il salmista, “sempre il suo volto”.
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