Quel gesto durante la Santa Messa: necessario o inopportuno?

Sta diventando sempre più “protagonista” durante le celebrazioni liturgiche, e nei momenti più disparati. Alla fine, negli intermezzi, dopo un’omelia: ma è un gesto liturgicamente corretto? 

Durante o alla fine della Santa Messa, va in crescendo l’abitudine di quell’atto. Ma è giusto?

applausi
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L’applauso durante la celebrazione della Messa

Ci domandiamo spesso se, ad esempio, alla fine della celebrazione di un matrimonio o durante l’amministrazione del Sacramento del Battesimo o della Cresima (specie se fatti durante la Celebrazione Eucaristica), siano permessi gli applausi.

Quando pensiamo ad un applauso, immaginiamo sempre un modo anche festoso di tutti coloro che sono lì riuniti, di complimentarsi e di condividere la gioia, anche in modo un po’ “caciarone”. Ma in chiesa, in un luogo sacro, è permesso farli e/o comportarsi così? Un docente di liturgia risponde in merito.

Cosa dice la Chiesa in merito

Non si tratta, infatti, di un problema di gusto, ma piuttosto di comprensione del senso della celebrazione eucaristica durante la quale, sempre più spesso, risuonano fragorosi applausi” – spiega il sacerdote. Ecco: iniziare a comprendere il senso della Santa Messa e capire quando è giusto (e se è giusto, soprattutto) applaudire.

Ma il docente prosegue: “Sull’argomento non esiste alcun pronunciamento della congregazione del culto divino e dei sacramenti, forse perché la tradizione liturgica latina non è priva di questa testimonianza all’interno della liturgia […] L’uso di applaudire, tornato in vigore negli ultimi tempi e, favorito sia da vescovi che da presbiteri, ha suscitato una certa perplessità e aperti rifiuti”.

Potrebbe essere un segno di distrazione

Un qualcosa che, nei secoli addietro, sembrava esser stato messo da parte, ma che invece, quasi fosse una moda, sta tornando di nuovo in auge. Ma perché si fanno oggi? “Dobbiamo considerare in quali momenti oggi si fanno scrosciare gli applausi. In genere dopo un battesimo, dopo lo scambio dei consensi degli sposi, una professione religiosa o un’ordinazione.

Qui sorge l’interrogativo se l’applauso sgorga per la realizzazione dell’opera salvifica (sacramento) celebrata o per esprimere un particolare consenso alle persone che il sacramento hanno ricevuto quale dono della misericordia del Padre […] L’allora Cardinal Ratzinger sosteneva: “Là, dove irrompe l’applauso per l’opera umana nella liturgia, si è di fronte a un segno sicuro che si è del tutto perduta l’essenza della liturgia e la si è sostituita con una sorta di intrattenimento a sfondo religioso” – spiega.

L’applauso, dunque, interrompe quella sacralità che, in chiesa, si viene a creare? “Il punto di partenza deve essere collocato sul contenuto della celebrazione. Nella Chiesa si celebra soltanto Cristo Signore Risorto nelle diverse angolature che offre ogni giorno il Vangelo […] Ne consegue che nell’amministrazione dei sacramenti – quasi tutti oggi legati all’Eucaristia – il soggetto celebrativo è sempre il Risorto […] Ne risulta così che la componente umana è totalmente assimilata al Signore, che resta sempre l’unico centro cui tutta l’attenzione deve rivolgersi” – continua il professore.

L’attenzione deve essere sempre rivolta a Cristo, vero centro della Messa

Quindi, la nostra attenzione, durante la Santa Messa, mai deve distogliersi da Cristo, il vero centro del tutto. Il sacerdote spiega anche che, non sempre e non in tutti i momenti della celebrazione si battono le mani. Non lo si fa dopo la proclamazione del Vangelo né tantomeno al momento dell’Eucarestia. L’assemblea, nella maggior parte della Celebrazione, partecipa in silenzio e in contemplazione a ciò che sta avvenendo sull’altare.

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L’applauso sta a discrezione e alla valutazione del momento

Non si tratta qui della condanna del gesto in sé, ma dell’uso che di questo si fa nell’indirizzarlo. Se la prospettiva è umana, si è persa la verità del mistero celebrato e allora credo che il gesto non risponda alle necessità. Se invece è l’espressione di accoglienza del Risorto che ha operato mirabilmente la salvezza lo scrosciare degli applausi diviene espressione di rendimento di grazie al Padre mediante il Figlio nello Spirito Santo […] La valutazione del gesto non sta nel gusto personale ma nelle motivazioni che spingono i fedeli e il clero ad applaudire” – conclude il docente.

Insomma: per l’applauso, di per se, la Chiesa non si è mai espressa. Ovviamente, il tutto, sta alla discrezione del momento liturgico e dell’uso che, di esso, se ne fa.

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