Quanto sei bella Maria.

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Tutti i veggenti di tutte le apparizioni concordano sulla straordinaria bellezza della giovane Donna che appare loro, una bellezza che è infinitamente superiore a quella di qualsiasi bellissima ragazza che si conosca e che pure sui mass media, oggi venga celebrata come bellissima.
La Madre di Gesù, appare sempre giovane, perché partecipa all’eterna giovinezza di Dio: così saremo anche noi, una volta risorti nelleternità…
Ma che aspetto ha la giovane donna che dal 1981 appare a Medjugorje? E come si comporta, quale temperamento rivela, qual è il suo modo di parlare e di guardare, di pregare e di cantare, di abbracciare e di piangere, di sorridere e (quasi) di danzare per la felicità?
Le descrizioni dei sei veggenti sono univoche. La Madonna si presenta come una meravigliosa ragazza di circa ventanni, alta (attorno a) 1 metro e 70, un fisico slanciato, capelli neri e ondulati, ha occhi spiccatamente azzurri (di un azzurro straordinario, mai visto prima), sopracciglia delicate, normali, nere.
Ha il volto regolare, leggermente rosato su zigomi e guance (forse quando sorride appaiono impercettibili fossette ai lati delle labbra), naso piccolo, bello e proporzionato.
Non è sempre sorridente, ma è come se il suo sorriso restasse ogni istante sotto pelle, perché traspare continuamente in lei una beatitudine indescrivibile. Cè una luce che l’accompagna sempre, che la illumina e che emana da lei.

Oggi è la vigilia della Solennità dell’Immacolata Concezione. Proponiamo una riflessione di don Tonino Bello sulla bellezza di Maria, un testo che fu scritto esattamente l’8 dicembre 1991 per la festa dell’Immacolata: Maria, donna bellissima. Esprime l’elogio della bellezza di Maria, una bellezza non solo spirituale ma anche corporale. Quest’ultima secondo don Tonino, mai affrontata e considerata dalla teologia, forse per pudore o, come afferma lo stesso vescovo, “perché timorosa di dover pagare il dazio ai miti dell’eterno femminile”. Il Servo di Dio, però, trova nella parola dell’angelo il significato capace di attribuire a pieno titolo e senza riserve a Maria tutta la bellezza e lo splendore del suo volto.

«È vero. Il Vangelo non ci dice nulla del volto di Maria. Come, del resto, non ci dice nulla del volto di Gesù. (…) Maria, comunque, doveva essere bellissima. Non parlo solo della sua anima. (…) Parlo, anche del suo corpo di donna. (…)
La teologia non va oltre, non si sbilancia. Tace sulla bellezza umana di maria. Forse per pudore. Forse perché paga di aver speso tutto speculando sul fascino soprannaturale di lei. (…)
Eppure, non dovrebbe essere difficile trovare nel Vangelo la spia rivelatrice della bellezza corporea di Maria. C’è una parola greca molto importante. (…) Questa parola risuona nel saluto dell’angelo: “Kecharitomène”. Viene tradotta con l’espressione “piena di grazia”. Ma non potrebbe trovare il suo equivalente in “graziosissima”, con allusioni evidenti anche all’incantevole splendore del volto umano di lei? (…)
Santa Maria, donna bellissima, splendida come un plenilunio di primavera, riconciliaci con la bellezza. Tu lo sai che dura poco nelle nostre mani rapaci. (…) Aiutaci, ti preghiamo, a superare le ambiguità della carne. Liberaci dal nostro spirito rozzo. Donaci un cuore puro come il tuo. (…)
Santa Maria, donna bellissima, facci comprendere che sarà la bellezza a salvare il mondo. Non lo preserveranno dalla catastrofe planetaria né la forza del diritto, né la sapienza dei dotti, né la sagacia delle diplomazie. (…) Ma sapere che tu sei bellissima nel corpo, oltre che nell’anima, è per tutti motivo di incredibile speranza. E ci fa intuire che ogni bellezza della terra è appena un ruvido seme destinato a fiorire nelle serre di lassù».*

* Fonte: Antonio Bello, Maria donna dei nostri giorni, Paoline, Milano 1993.