Quanti di noi fanno veramente la Comunione in grazia di Dio?

 

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A tenere banco in questi giorni tra i cattolici ci sono tematiche importanti come l’aborto ed il divorzio, Papa Francesco ha ammesso che anche peccatori come i divorziati e chi si è macchiato di aborto dopo un lungo periodo di riabilitazione e un pentimento sentito potranno accedere un’altra volta al sacramento dell’Eucarestia, in linea di massima il ragionamento alla base di questa decisione ha un senso se si pensa che la Misericordia di Dio è più grande di ogni peccato e che ogni peccatore ha diritto al perdono di Dio.

 

Forse lo scandalo causato da questi peccati sarebbe inferiore se le migliaia di cattolici che si ergono a giudici facessero un serio e concreto esame di coscienza, quanti di noi si potrebbe dire esenti da colpe o da peccati, quanti sarebbero davvero degni di prendere la comunione ogni domenica? A pensarci bene davvero pochi, però la domenica ogni fine Messa c’è una fila interminabile composta da persone che si alzano in piedi per andare a ricevere il corpo di Cristo, qual è il motivo di questa processione, sono forse tutti degni di prendere la comunione o semplicemente si è perso il senso del Peccato?

 

Trent’anni fa nessuno si sarebbe alzato a ricevere la comunione senza essersi confessato prima, ma come ha detto qualche anno fa Benedetto XVI: “La perdita del senso del peccato è dovuta all’eclissi di Dio (…) La perdita del senso di Dio provoca la perdita del senso del peccato”. Purtroppo questa condizione è generalizzata, quasi nessuno sa come cominciare se gli vengono chiesti i dieci comandamenti (probabilmente non saprebbero nemmeno completarli) e la risposta alla domanda: “Sei in grazia di Dio?”, loro rispondono “Speriamo” oppure “Tutti siamo peccatori”.

 

Così l’idea di essere tutti peccatori non è solo una considerazione dovuta all’umiltà che insegna la dottrina ma una scusa per continuare a peccare, se è vero che siamo tutti peccatori si dovrebbero almeno evitare quelli mortali o almeno riconoscerli e pentirsene. In questa condizione chi può ergersi a giudice dei peccati? Se sono peccatori i divorziati (non vi è dubbio che lo siano) cosa dire di quelli che nonostante mantengano il matrimonio si lasciano andare a relazioni fedifraghe e nonostante questo prendono la comunione, o di chi non attende il matrimonio prima di concedersi i piaceri carnali.

 

Ovviamente chi si macchia di peccato mortale commettendo una aborto non meriterebbe la comunione, ma non si può dire lo stesso a chi invidia, a chi prova odio, a chi non presta aiuto al prossimo, a chi si macchia di orgoglio e vanagloria oppure a chi abbandona i parenti nelle case di cura solo perché anziani e bisognosi di attenzione?

 

Per questo motivo è bene che si ritorni all’insegnamento della parola di Dio, tutti i fedeli devono conoscere i comandamenti e sapere cosa è un peccato, conoscere l’infinita misericordia del Nostro Creatore e capire come chiunque provi un sincero sentimento di pentimento, confessi i propri peccati a Dio e si rimetta alla sua infinita saggezza ha l’accesso al perdono. Solo dopo aver compreso ed accettato la legge di Dio ci si può ritenere degni di fare la Comunione.