Può un padre di famiglia e nonno, diventare sacerdote? Ecco quando

Una storia assai inusuale ma accaduta per davvero, che dimostra che le vie del Signore sono infinite e sorprendenti.


don giuseppe cesareo

Don Giuseppe Cesareo – photo web sourceDon Giuseppe non è solo un sacerdote, ma è anche un genitore ed un nonno. Una storia molto particolare che vale la pena di raccontare, perché le vie del Signore sono davvero infinite.

La decisione della vocazione da vedovo

Una scelta e un dire SI a Dio, anche dopo esser stato sposato. Giuseppe Cesareo è di Taranto e, dopo esser rimasto vedovo e padre di due figli (e nonno di quattro nipoti) ha deciso di seguire il Signore.

Una storia che, poteva, all’inizio suscitare qualche perplessità, ma che invece Don Giuseppe racconta con naturalità: “Le persone ascoltano col cuore aperto i miei consigli sulle problematiche familiari, avendole vissute prima di loro” – racconta il sacerdote in un’intervista.

Ma come è arrivata la sua vocazione? “Tutto avrei pensato, tranne che di diventare sacerdote in età avanzata. La mia vita è stata densa di avvenimenti: dal lavoro in Ilva, all’incontro con Maria, bellissima ragazza sordomuta che, nonostante le perplessità evidenziatemi, ho portato all’altare e mi ha reso felice […]

A un certo punto mi candidai al Comune e pensai di raggranellare voti frequentando le catechesi per adulti in San Lorenzo da Brindisi. Non trovai quanto cercato ma ebbi l’incontro con Gesù Cristo che dette contenuti nuovi alla mia esistenza. E da allora ho sempre servito la Chiesa nel Cammino neocatecumenale, portando agli altri l’annuncio che ha cambiato la mia vita” – racconta don Giuseppe.

Giuseppe e la malattia della moglie

Una vita non facile quella di Giuseppe, segnata purtroppo dalla malattia di sua moglie: “Supplicai il Signore di preservarle la vista, la cui perdita, per lei già sordomuta, avrebbe reso particolarmente penosa la sua vita. Mi recai in preghiera anche alla tomba di Padre Pio affinchè intercedesse. Alla fine Maria continuò a vedere ma dopo qualche tempo morì” – racconta.

Un momento particolare per Giuseppe. Da lì la sua necessità di partire per la Terra Santa: “Per aiutarmi, mi proposero un pellegrinaggio in Israele. Così nella chiesa della Natività, in Gerusalemme, mentre ero in raccoglimento davanti alla tomba di San Girolamo, avvertii fortemente la chiamata a servire il Signore nel sacerdozio. Pieno di stupore, pronunciai il mio ‘sì’”.

Il suo SI a Dio e l’annuncio ai suoi figli

Ma poteva, lui che era vedovo, diventare sacerdote? E i suoi figli come l’avrebbero presa? Giuseppe non si è arreso, ed ha comunicato loro la sua scelta: “I miei figli ne furono contenti e mi incoraggiarono […] Nella chiesa della Madonna della Fiducia ci fu la celebrazione dell’invio, presieduta da Monsignor Papa, il quale, davanti a tutta l’assemblea, a un certo punto, esclamò: ‘Adesso i nonni stanno entrando in seminario! E voi, giovani, quando dovete entrare?” – racconta con un sorriso.

L’ordinazione sacerdotale

Fino al 2014, con la sua ordinazione sacerdotale e i primi incarichi come viceparroco a Cosenza: “Conosciuta la mia singolare situazione, i fedeli venivano sempre più a confidarsi con me, aprendosi all’annuncio del Signore misericordioso che ha dato la vita per ognuno di noi. In quel periodo seguii spiritualmente anche coppie di coniugi in disaccordo, spesso ottenendone, grazie allo Spirito Santo, la riconciliazione” – conclude don Giuseppe.

Una storia molto particolare ma che ci fa comprendere che Dio chiama davvero chi ama.

Fonte: tarantobuonasera

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ROSALIA GIGLIANO

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