All’ora di pranzo, la Provvidenza bussò alla porta di don Domenico Lentini

All’ora di pranzo, la Provvidenza bussò alla porta di don Domenico Lentini
Domenico Lentini, Beato

All’ora di pranzo, la Provvidenza bussò alla porta, aveva l’aspetto di una signora che portava con se una cesta di pane caldo e profumato e arrivava proprio nel momento giusto.
Così si adempiva l’annuncio che don Domenico Lentini (1770-1828, Basilicata), un sacerdote oggi Beato, aveva fatto alla sorella Antonia, estremamente preoccupata perché in casa non c’era nulla da mangiare!

Stiamo parlando di un uomo di fede di cui la Basilicata è molto fiera; un sacerdote originario di una cittadina di nome Lauria (Potenza).
Già a 14 anni, aveva deciso la sua strada, che lo portò a servire quotidianamente il Signore, con gesti di carità infinita e disponibilità immensa verso tutti, tanto da privarsi spesso degli abiti, delle scarpe o del cibo, pur aiutare qualcun altro.
La sua casa, che oggi è meta di pellegrinaggi, proprio a Lauria, è una sola grande stanza che, in ogni angolo, racconta una vita umilissima e colma di tanto sacrificio, dimostrazione di fede viva ed autentica, nel Vangelo e in Cristo.

Don Domenico Lentini si occupava di ogni persona che entrava nella sua vita, dei giovani, in particolare, e della loro formazione.
Essendo un uomo di cultura, metteva a disposizione anche la sua conoscenza, quando nella sua disallestita dimora (trasformata in scuola) accoglieva coloro che volevano studiare lettere o scienze.

Sostava per lunghissimo tempo davanti al SS. Sacramento, nell’atto di contemplare Gesù, che si donava all’umanità, e, così, imparava a saggiare i cuori dei fedeli e dei miscredenti, che si impegnava a riportare alla devozione.
La sua fama di uomo mite e santo si diffuse in tutto il territorio circostante, tanto che, quando morì, in odore di santità, i suoi funerali furono celebrati per sette giorni consecutivi, per permettere a tutti di rendergli omaggio.

Il suo corpo emanava un odore particolare ed era sempre caldo. Si racconta che, inoltre, alla presenza della Santissima Eucarestia e delle persone care, riuscisse ad aprire gli occhi.
Le sue reliquie sostano, ora, nella chiesa di San Nicola a Lauria.

Al Beato Domenico Lentini si attribuiscono innumerevoli guarigioni e la sua cittadina è punto di riferimento per tutte quelle persone che vogliono raggiungerlo e ringraziarlo, per la sua intercessione.
A Lauria, ogni anno, nel giorno della sua commemorazione, il 25 Febbraio, i fedeli, provenienti dal resto d’Italia e dall’estero, sono richiamati dalle testimonianze di coloro che sono già stati toccati sua dalla benevolenza.

La Beatificazione di don Domenico Lentini

Era il 12 Ottobre del 1997, quando, in piazza San Pietro, a Roma, il Santo Papa Giovanni Paolo II, accolse la comunità lauriota, che portava in trionfo le gesta di don Domenico Lentini, per la cerimonia di Beatificazione.
Ecco le parole che Giovanni Paolo II spese, quel giorno, per descrivere la sua opera: “Il Beato Domenico Lentini, predicatore itinerante, fu esemplare ministro del perdono di Dio, attento educatore della gioventù, instancabile testimone della carità verso i poveri, pastore solidale con le anime a lui affidate, nelle vicende liete e tristi del suo tempo. Il fulcro vitale della sua spiritualità fu la Croce, considerata come la via dell’amore che si dona e si sacrifica per i fratelli, ad imitazione di Gesù, il quale ha offerto se stesso per la salvezza del mondo”.

In una citazione così sentita è racchiusa tutta la grandezza di un uomo di infinita umiltà, in attesa, oggi, di essere accolto nella schiera dei Santi.
Quel giorno, a San Pietro, il Coro Interparrocchiale di Lauria (oggi denominato Chorale Beato Domenico Lentini) intonava l’Inno Domenico Lentini, il cui testo e la cui musica sono del compositore Padre Mario Curione, della Congregazione dei Saveriani.

L’Inno fu composto nel 1996, proprio in occasione della Beatificazione.
Esisteva già un Inno al Venerabile Domenico Lentini, con testo e musica della Suora Vincenziana Carmela Manco, composto negli anni 1930/40 e, in seguito, rielaborato dal maestro Silvano Marchese.
Proprio lui, il giorno della Beatificazione, diresse il Coro Interparrocchiale di Lauria, che accompagnava la celebrazione solenne.

Il maestro ci ha anche fornito il materiale audio che potete trovare qui sotto e che richiama alla mente quel giorno memorabile in piazza San Pietro, quando un altro uomo onesto, giusto, di integerrima condotta e di grande bontà d’animo veniva innalzato agli onori.
Lui, che era solito dire: “In tutto si cerchi Dio, il suo gusto, il suo volere, la sua gloria”.

Antonella Sanicanti