Valorizziamo il tempo: arriva l’Angelo coi piedi per terra!

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:00

“Cari fratelli, eccoci giunti alla IV domenica d’Avvento, la quale, attraverso la storia di Giuseppe, promesso sposo di Maria, ci regala un messaggio meraviglioso. Accendiamo, dunque, l’ultima candela della Corona d’Avvento con l’animo di Giuseppe, (…) la “candela dell’Angelo del Signore”.

Questo è il videocommento domenicale di don Massimiliano Scalici, sacerdote diocesano di Palermo.

Ci sono molti sacerdoti che usano i Social per arrivare ai fedeli. Noi scegliamo di proporre i videocommenti di don Massimiliano Scalici per il suo modo “pratico” di parlare di Dio. “Io ho optato per un altro servizio e cioè quello di offrire un approfondimento a casa vostra, senza bisogno che andiate chissà a quale conferenza. Quindi, per “valorizzare il tempo”, io intendo “approfondimento”, non “economizzazione” del tempo“.

Il lavoro di YouTuber di don Massimiliano Scalici è iniziato sin dall’1 Gennaio del 2019, con la festività di Maria, Madre di Dio. Da allora, puntualmente, domenica dopo domenica, si preoccupa di realizzare un videocommento e di porlo sul suo canale. Potete trovarli tutti, digitando il suo nome o il nome della rubrica: Valorizzare il Tempo.

Valorizzare il Tempo

Valorizzare il Tempo: Dio è con l’uomo

La IV domenica di Avvento, del nuovo anno liturgico A, riporta la prima lettura dal Libro del Profeta Isaia (7,10-14), la seconda dalla Lettera di San Paolo ai Romani (1,1-7) e il Vangelo di Matteo (1, 18,24), riguardante la visita dell’Angelo a San Giuseppe.

Nella prima lettura, il Profeta Isaia parla ad Acaz, Re di Giuda, della casa di Davide, in merito alla minaccia dei Re dei Regni adiacenti, che vogliono indurlo a lasciare il trono. “Dio manda Isaia a dire ad Acaz di non temere (…), perché è fedele alla promessa fatta a Davide stesso: io metterò sul tuo trono un tuo discendente che renderà stabile per sempre il tuo Regno”. Si parla della nascita di Gesù e “mentre i due Re fanno tremare Acaz (…) e minacciano distruzione, Dio annuncia la vita, la creazione”. 

Valorizziamo il tempo: ecco la buona notizia

La seconda lettura annuncia che “la buona e bella notizia -che è il Vangelo- è che Dio ha mandato il suo Figlio nel mondo, come vero uomo. La sottolineatura che Gesù Cristo è nato dal seme di Davide indica propriamente che Dio non entra nel mondo come uno che è estraneo al mondo, come una meteora piombata dal cielo, ma viene dall’interno della vita degli uomini, dall’interno della storia, nascendo come nasciamo tutti”.

Se, dunque, anche noi facciamo parte della sua storia di salvezza, è per grazia, e gratuitamente ricevuta, come ogni cosa che abbiamo o che riusciamo a realizzare. Dice don Massimiliano Scalici: “Se dobbiamo vantarci, vantiamoci non di essere capaci di amare, di fare bene le cose, ma solo di essere amati da Dio”.

San Giuseppe dormiente
photo web source

Vangelo: “Non temere di prendere con te Maria”

Don Massimiliano Scalici spiega: “Giuseppe è figlio di Davide, e dunque il ramo finale di un albero genealogico attraversato dalla promessa di Dio, fatta ad Abramo e fatta a Davide: il dono di un erede-Messia“.

Giuseppe, alla notizia della maternità di Maria, non sa come comportarsi. Lui è un uomo saggio e rispetta i Comandi di Dio. “Giuseppe non pensa che Maria l’abbia tradito, e tuttavia non se la sente di diventare suo sposo, né di crescere questo figlio, facendogli da padre. Pertanto, si tirerebbe indietro, per umiltà nei confronti del piano di Dio, dicendo tra sé: io cosa c’entro in questa storia?”. Ecco che allora un Angelo del Signore gli chiarisce le idee. Quanti Angeli, coi piedi per terra, incontriamo anche noi? Essi vengono ad illuminarci, se sapremo scoprire in loro i messaggeri di Dio!

Don Massimiliano Scalici: “Dio ti perdono. La misericordia capovolta”

Ricordiamo che don Massimiliano Scalici è anche autore del libro “Dio ti perdono. La misericordi a capovolta”, testo che mette in evidenza quanto possa essere importante la guida di un sacerdote, preparato e consapevole, per ogni persona che Dio gli affida.

Gli autori del libro sono due, in realtà: il sacerdote e Loretta, pseudonimo -quest’ultimo- di una donna che urla a Dio il proprio dolore e che, per ovvie ragioni, ha scelto di rimanere anonima.

Antonella Sanicanti

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