Dal 26 al 28 ottobre un equipe di scienziati ha avuto l’incredibile opportunità di osservare e studiare da vicino la lastra tombale sulla quale è stato deposto il corpo martoriato di Gesù Cristo dopo la crocefissione.
Dopo secoli di persecuzione, l’Imperatore romano Costantino concesse la costruzione un tempio a protezione del sepolcro di Gesù, le varie dominazioni arabe hanno tentato di distruggerlo, ma grazie prima all’impegno di un califfo illuminato e poi alle Crociate la sua integrità è stata preservata. Onde evitare che una successiva dominazione decidesse di distruggere il Santo Sepolcro, i vescovi ortodossi ordinati alla gestione del santuario, nel XVI secolo decisero di coprirlo con una lastra di marmo.
Da quel momento in poi, nessuno aveva avuto più accesso al Santo sepolcro (ad eccezione dell’edicola che vi sta sopra e che lo rappresenta) fino al mese scorso in cui l’equipe guidata da Antonia Moropoulou, dovendo ristrutturare la Basilica, ha avuto accesso alla pietra tombale originale.
In quei giorni si sono diffuse voci di presunti eventi inconsueti, per prima cosa tutti gli scienziati hanno avvertito un odore floreale intenso e gradevole, esattamente l’odore che viene attribuito ai santi, e poi, durante l’esame, gli strumenti degli archeologi hanno smesso di funzionare o presentavano valori sballati, come se delle potenti scosse elettromagnetiche colpissero la strumentazione.
I fedeli hanno colto questi segni come un messaggio divino, mentre i miscredenti hanno subito pensato ad una bufala oppure ad una manipolazione, ma la dottoressa a capo del progetto ha assicurato che la sua equipe non avrebbe mai falsato degli esami, tutti sapevano che per una cosa del genere avrebbero perso il posto e non avrebbero mai rischiato tanto.
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